Giovani imprenditori al sud: ecco 10 storie di successo

Tanto di cappello a questi ragazzi che, con coraggio e determinazione, stanno coronando il sogno di una vita tra speranze, difficoltà e tanta voglia di fare

Nell’ultimo anno, nel mio ufficio ho incontrato tanti sognatori, giovani imprenditori al sud che hanno l’unico desiderio di realizzarsi mettendo in campo tanto impegno e voglia di fare.

Ma non tutti ce la fanno.

Tutti hanno una domanda: come passare da semplici e ambiziosi imprenditori al sud a imprenditori di successo nonostante uno Stato che ti prende quasi il 60% di quello che guadagni, concorrenti spesso sleali, assenza di controlli da parte delle istituzioni e grosse carenze dal punto di vista scolastico?

Molti di loro evidenziano anche un progressivo deterioramento del potere d’acquisto della gente del sud e di conseguenza, trovare clienti diventa un’opera ciclopica. A tutto ciò si aggiunge il fatto che, in epoca di globalizzazione, regnano portali Amazon che spesso innescano continue battaglie commerciali basate sul prezzo.

A fronte di tutte queste problematiche, c’è poi chi per fortuna si accorge in tempo che, per fare il salto di qualità e competere davvero, non basta essere “giovani imprenditori al sud” di buona volontà e disposti a fare tanti sacrifici, ma occorre puntare tutto sulla differenziazione e corretto posizionamento di mercato.

Grazie ad internet, infatti, tutti possiamo acquistare qualunque cosa reperendola in qualsiasi parte del mondo e vedersela recapitare nel giro di due giorni anche l’azienda si trova a 5000 km da noi. E’ inutile quindi aprire negozi fotocopia o proporre sul mercato ciò che già c’è.

Devi DIFFERENZIARTI. La differenziazione è un concetto che è strettamente correlato con il modo con cui sei posizionato all’interno del mercato, con il brand e con la proposta unica di valore che ti permette di essere VERAMENTE diverso dai tuoi concorrenti.

Questo significa che, se si è giovani imprenditori al sud, sono ancora maggiori le difficoltà a far accettare i propri prodotti come alternativi a quelli brandizzati a suon di battaglie pubblicitarie su Rai e Mediaset. Perciò, meglio lasciar perdere se hai in mente di aprire il classico negozio, pizzeria, ristorante, lavanderia, concessionaria, ecc se questa non offre nulla di davvero differenziante.

Nel mercato, possono esistere solo leader e co-leader. Tutti gli altri sono il nulla cosmico, piccole componenti micro-economiche destinate prima o poi a chiudere.

L’unico modo per emergere e differenziarsi è lavorare sulla percezione: bisogna puntare ad essere percepiti come “gli unici” e non come “l’alternativa” (anche se più economica). Occorre dar vita ad un brand che, al di là di quello che concretamente sei nella realtà (ad esempio un rivenditore), ti faccia percepire dal mercato come l’unico in grado di risolvere un insieme di problemi o di soddisfare determinati desideri nei tempi e nei modi compatibili con tali esigenze.

E c’è chi tutto questo lo ha capito per tempo.
Ecco 10 storie di giovani imprenditori al sud che ce l’hanno fatta:

Daniele Cassini, giovane imprenditore pugliese che ha trasformato un garage in laboratorio informatico prima e in un vero studio professionale poi, ed ora collabora con i nomi più importanti dell‘economia internazionale grazie alla creazione della sua applicazione “CicerOOs”: motore di ricerca turistico che sfrutta un algoritmo in grado di cucire l’itinerario su misura del viaggiatore.

Santo Fragalà, veterinario, che, a soli 25 anni si è inventato un lavoro in grado di coniugare la più antica tradizione siciliana e la moderna industria dei prodotti biologici. Lui, unico allevatore di dromedari in Europa, con il loro latte ci produce biscotti, torte, creme, saponi e prodotti cosmetici.

Daniela Ducato fattura ben 15 milioni di euro all’anno. Si è inventata “Edilana”: così con la lana costruisce isolanti per le case e con il latte ci fa le vernici naturali. Ha risollevato così le sorti dei pastori sardi ridotti alla fame per la concorrenza straniera e della sua azienda familiare oramai in crisi.

Domenico Cristofaro che con le olive costruisce lastre per l’edilizia. Sfrutta la sansa delle olive per produrre pannelli da costruzione. Polpa, frammenti del nocciolo e bucce lavorate per diventare lunghe lamine giallastre riciclabili al cento per cento ed utilizzabili nella costruzione di soffitti, case e coperture. Ecoplan è il nome della sua azienda.

Alessandro Lassandro e Floriana Pupino a Taranto hanno dato vita ad un’azienda che produce bio-cosmetici utilizzando latte d’asina e olio extra vergine d’oliva come materia prima. La loro azienda si chiama La Mediterranee e vende in tutto il mondo, sfidando persino le multinazionali.

Gianluca Caputo, titolare di un negozio di infissi (Windor), ha brevettato un sistema che permette di avere finestre come il primo giorno anche dopo 20 anni. Il sistema si chiama Finestre Senza Pensieri.

Vito Del Giudice, titolare di un negozio che vendeva climatizzatori e caldaie, ha brevettato Energy Check, il sistema per risparmiare fino al 50% sui costi energetici e incrementando di pari valore l’efficienza energetica dell’impianto termico di ogni casa.

Giuseppe Martellotti, titolare di una concessionaria di auto usate (Rally Auto) che si è imposto sul mercato ideando l’unico sistema di Garanzie al mondo basato sull’acquistare un’auto usata e poterla restituire se non soddisfa le aspettative.

Francesco Montanaro, titolare di Amastuola, ha re-inventato il concetto di ospitalità trasformando una vecchia masseria in un Wine Resort che offre ospitalità ispirata ai vini biologici da lui stesso prodotti.

Alberto Paglialunga, titolare di Deghi Spa, partito dal garage di casa con i soldi che gli ha prestato sua mamma per comprare un computer, oggi ha addirittura sconfitto Ikea grazie ad una strategia spesso sottovalutata da molti imprenditori, ovvero la possibilità di spedire con immediatezza (pronto-consegna) merce delicata e voluminosa con imballi sicuri e con tempi di spedizione brevi.

Sono tanti ancora gli esempi di chi è riuscito a fare impresa imponendosi come leader di mercato ed eludendo battaglie di prezzo con i concorrenti.

La ricetta si chiama DIFFERENZIAZIONE, a cui si affianca la FOCALIZZAZIONE e un MARKETING D’ECCEZIONE.

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