Come acquisire nuovi clienti senza fare pubblicità inutile e costosa

Acquisire nuovi clienti e fare in modo che tornino quanto più spesso possibile e invitino i propri amici a fare la stessa cosa dovrebbe essere la prima delle priorità di ogni imprenditore: qui ti spiego in maniera semplice e diretta come riuscirci senza perdere tempo e soldi in inutili operazioni pubblicitarie

Portare avanti un’attività imprenditoriale presuppone una grande capacità di trovare e trattenere nuovi clienti il più a lungo possibile.

Intendo dire che il problema di ogni imprenditore non dovrebbe stare tanto nel migliorare al massimo quello che si offre (il che comunque dovrebbe essere già assodato), quanto invece nel riuscire a togliere quanti più clienti possibili ai concorrenti.

L’esempio classico è quello di McDonald’s che non serve certamente il miglior cibo del mondo ma riesce a sviluppare un volume di affari maggiore rispetto alla trattoria media italiana, proprio grazie al marketing.

Questo non significa che, per portare avanti un’azienda, si debba proporre prodotti schifosi purché si sappia acquisire clienti.

Significa che gestire un’azienda è qualcosa di più complesso del fatto di produrre o vendere una serie di prodotti o servizi.

La convinzione erronea che: “Basta aprire, dare un buon prodotto o servizio, fare prezzi onesti e la gente verrà”, è probabilmente la causa di fallimento più importante sia per tutte le aziende già aperte che di quelle che vorranno aprire una.

Vediamo insieme come uscire da convinzioni erronee e diventare imprenditori di successo grazie al marketing.

COME TROVARE NUOVI CLIENTI

La maggior parte degli imprenditori che gestisce o apre un’azienda, anziché occuparsi di capire come acquisire nuovi clienti realmente interessati alla propria offerta in maniera stabile tale da generare un cash flow degno di tale nome, trascorre il 90% del proprio tempo a pensare come risolvere 5 principali problemi:

  1. Trovare i giusti prodotti da vendere al prezzo giusto
  2. Cercare qualche venditore che gli piazzi i prodotti sul mercato
  3. Trattare con i fornitori per allungare quanto più possibile i tempi di pagamento
  4. Incontrare il direttore di banca per superare certi problemini di natura finanziaria
  5. Capire dove e come fare pubblicità per farsi conoscere.

Facendo un parallelismo con i genitori di un ragazzo, è come se il madre o la madre, anziché occuparsi di come fare in modo che i propri figli crescano nella maniera più sana e responsabile possibile, si preoccupassero solo di:

  • quale marca debbano essere i vestiti, i pennarelli, le scarpe, ecc
  • ingozzarli di qualunque cosa pur di toglier loro la fame
  • acquistare quanti più libri possibili (senza pensare a quali siano i più adatti)
  • riempirli di giocattoli o cose del genere
  • non dire mai NO per evitare piagnistei e proteste
  • ecc ecc

In parole povere, spesso gli imprenditori si occupano di tutto tranne che della base su cui costruire la propria azienda e fare in modo che sia leader del suo mercato di riferimento.

E’ il caso ad esempio di tutti i ristoranti/pizzerie napoletane tutti ugualmente ammiccanti al Vesuvio, a Totò, a Maradona e alla città in genere senza che emerga una chiara distinzione rispetto a tutti gli altri.

Il problema di attrarre e acquisire nuovi clienti con dei margini interessanti rimane pressocché irrisolto e, in presenza di piccole o grandi congiunture economiche negative, l’unica arma di difesa rimane il prezzo o, al massimo, qualche prodotto in più dato in omaggio o in offerta speciale.

Detto in modo più chiaro, il compito di un imprenditore è quello di porsi sul mercato con una strategia che lo renda:

  • diverso,
  • particolare,
  • unico,
  • non già esistente

La missione è differenziarsi piuttosto che clonare e abbassare i prezzi (a meno che non si voglia chiudere).

PERCHÉ NON DEVI FARE “PUBBLICITÀ”

Quando ci si appresta ad aprire un’azienda o a risollevarsi da una crisi piccola o grande che sia, il pensiero corre subito a qualche forma di “pubblicità” da fare.

Quindi ci si informa un po’ in giro e in molti casi si finisce per comprare qualche passaggio sulla radio locale, o una mezza pagine sul quotidiano locale o sui quotidiani gratuiti di zona ecc… Nei casi più estremi, si ricorre ancora al mitico volantinaggio sui vetri delle macchine a casaccio in giro per la città, ai manifesti 6×3 o alla più classiche pubblicità su qualche testata giornalistica.

Il problema è che ciò che in Italia noi chiamiamo “Pubblicità” non è esattamente qualcosa che funziona.
Vediamo perché.

La pubblicità, intesa come passaggio su un media come appunto radio, giornali o televisione locale tende a comunicare in ordine questo messaggio:

  • Esistiamo/Stiamo aprendo
  • Che “tipo di cucina” facciamo
  • Dove siamo
  • Veniteci a trovare

Fine.

In pratica la pubblicità ha ancora lo scopo di “farsi conoscere”, far sapere alle persone che esistiamo e dove siamo.
Sbagliato!

Farsi conoscere non è assolutamente rilevante quando non si ha una precisa strategia in mente che ci conduca dritti verso l’obiettivo che non è tanto vendere, quanto invece assicurarci un determinato flusso di cassa in grado di garantirci futuri investimenti e guadagni all’altezza.

Senza una strategia di marketing ben precisa, ci si limita ad aprire un’azienda clone di altri mille già esistenti, osservando quello che fa la concorrenza e creare delle proposte che costino meno.

Per una micro-impresa, usare la leva del prezzo basso come strategia per stare sul mercato è un suicidio.

Il vero problema è che tranne “ho i prezzi più bassi”, chi apre un’azienda non fornisce nessun motivo ai propri potenziali clienti per scegliere lui invece che la concorrenza.

L’imperativo per ogni imprenditore è acquisire nuovi clienti o, se preferisci, TOGLIERE CLIENTI ALLA CONCORRENZA, spiegando concretamente loro perché debbano venire da noi, invece che andare altrove o non acquistare.

Spesso, l’unica ragione che spinge alcuni clienti ad acquistare dall’uno o dall’altro è quella del PREZZO.
Ed è proprio questo il problema!

In realtà, prima di aprire o pubblicizzare un’azienda, ogni imprenditore dovrebbe chiedersi:

  • Che problema possiamo risolvere meglio di chiunque altro?
  • Cosa possiamo offrire che nessun altro ancora offre?
  • Su cosa ci possiamo focalizzare?
  • Per che target di clientela possiamo diventare un punto di riferimento e per quale motivo?

Le domande sono identiche a prescindere dal tipo di aziende che si ha o che si vuole aprire.

Facciamo un esempio: abbiamo deciso che nella nostra zona manca un negozio di articoli sportivi come si deve.

Ecco, partiamo da una serie di domande e risposte che ci daremo da soli:

DOMANDA 1: PERCHÉ LE PERSONE VANNO O CERCANO UN NEGOZIO DI ARTICOLI SPORTIVI?
Le persone vanno o cercano un negozio di articoli sportivi perché:

Sono sportive ed è vicino a dove si trovano
Amano vestirsi in maniera sportiva
Sono dell’umore giusto per fare sport
Qualcuno in compagnia o in famiglia o tra i colleghi ha suggerito loro di sport
ecc…

DOMANDA 2: FAI UNA LISTA DI MOTIVI DEL PERCHÉ UNA PERSONA DOVREBBE SCEGLIERE TE RISPETTO AI RISTORANTI DIVERSI DAL TUO E ANCHE DAGLI ALTRI EVENTUALI NEGOZI DI ARTICOLI SPORTIVI
Sono già state da noi e gli siamo piaciuti
Siamo vicini a casa loro o al loro ufficio
Abbiamo un servizio più veloce rispetto ai ristoranti nelle nostre vicinanze
I nostri articoli sportivi sono più tecniche e specifiche rispetto a quelle degli altri negozi
Il venditore è uno sportivo professionista.
Abbiamo articoli specifici che nei negozi più “ordinari” non è possibile trovare, posizionandoci come “vero negozio di articoli tecnici sportivi”.
Offriamo un “bonus per l’acquisto di altri articoli complementari”.
Abbiamo un consulente specifico per ogni tipo di sport all’interno del negozio.
Offriamo un’esperienza premium ai nostri clienti
ecc…ecc…ecc…
E infine cerchiamo di scoprire come le persone dovrebbero entrare in contatto con noi o venire a conoscenza del nostro ristorante.

DOMANDA 3: COME CI TROVERANNO I NOSTRI CLIENTI?
Abbiamo la location in un punto di passaggio
Abbiamo la location in un centro commerciale
Vedranno uno dei nostri annunci su Google e su Facebook ogni volta che cercheranno un posto dove mangiare in zona
Riceveranno un coupon speciale dalle aziende e dai negozi con i quali abbiamo creato delle joint venture
Troveranno un invito speciale nella loro cassetta delle lettere sotto forma di salesletter/lettera di vendita
Ascolteranno un annuncio alla radio locale
ecc…

Fatto questo viene la parte più difficile. Cioè scegliere la nostra idea differenziante rispetto ai nostri concorrenti diretti e indiretti e cominciare a utilizzarla nei canali di marketing che sceglieremo per farci trovare dai nostri clienti.

E’ su quell’idea differenziante che dobbiamo puntare, non sul prezzo basso.

E dobbiamo abituarci all’idea di doverla comunicare, comunicare e comunicare ancora finché i clienti non cominceranno a entrare nel nostro negozio. Da lì in avanti, servirli nel migliore dei modi è ciò che li porterà a ritornare.

Prima di lanciarsi a decidere quale possa essere la nostra idea differenziante però, è necessario ripercorrere lo stesso esercizio almeno per i due negozi più vicini e più simili al nostro.

In questo modo, dando loro i meriti che hanno con onestà e imparzialità, si potrà scegliere in maniera precisa come “attaccarli” senza rischiare di diventare un clone o un doppione o peggio di usare un’idea differenziante che non può funzionare perché già usata.

Questa lista può includere:

  • Propongono articoli visti in Tv
  • Fanno personalizzazioni e si sa che la gente ama personalizzare le proprie cose
  • Hanno un assortimento più ampio del nostro
  • Hanno opzioni per ogni età
  • Sono molto più conosciuti di noi in zona con clientela affezionata da anni
  • Hanno locali più belli dei nostri o più adatti al loro target

FARE GLI IMPRENDITORI: CONSIDERAZIONI FINALI
Fare gli imprenditori è una delle attività che più danno stimoli e soddisfazioni rispetto ad essere semplici conto terzisti, ad esempio.

Un’azienda può avere infiniti significati, come

luogo in cui risolvere problemi,
luogo di aggregazione,
luogo per realizzare un desiderio,
luogo dove allontanare delle paure
luogo dove sentirsi e far sentire gli altri importanti, speciali
ecc…

Le strade che si possono percorrere per personalizzare la propria azienda e portarla al successo sono tante, l’importante è non cedere alla tentazione di intendere la propria offerta come la classica soluzione per  “risolvere un problema spendendo poco, a prezzi onesti e con una qualità accettabile”.

Soprattutto se ci sono già altri venti aziende in zona che hanno la stessa “missione”. Tutto qui.

In sintesi devi fare marketing a due pubblici differenti.

Per coloro che non ti conoscono e soprattutto agli inizi saranno la maggioranza, devi fare un marketing specifico per incoraggiarli a venire e venire nella tua azienda.

Per coloro che invece nel tempo ti conosceranno e ti apprezzeranno, devi fare un marketing specifico nei loro confronti affinché tornino più volte di quelle che avrebbero programmato da soli se tu non avessi fatto niente.

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Perché questa calzoleria pugliese fa le scarpe alla crisi mentre altre chiudono?

C’è sempre un motivo per cui c’è qualcuno che ha successo mentre altri chiudono i battenti: non c’entra la posizione, la fortuna o la politica, è questione solo di logica imprenditoriale. In quest’articolo vi svelo cosa c’è dietro il successo di questi due imprenditori di successo

L’insegna di questi due strepitosi calzolai recita semplicemente Calzoleria Latagliata.

La loro azienda artigianale è diventata punto di riferimento per un intero territorio ed esempio efficace per i più giovani, spesso abbandonati alla triste nenia del “c’è crisi, non c’è lavoro”.

Loro sono belli, giovani e forti.
Sono i fratelli Latagliata. E il loro laboratorio è a Taranto.

Fondata nel 1985, questa calzoleria è diventata in pochi anni un centro di eccellenza per la riparazione di scarpe, borse, persino giacche.

I fratelli Latagliata sono autentici maestri dell’arte della riparazione di scarpe, borse e pelletteria.
A questa è stata affiancata la vendita di prodotti per la finitura, la cura, la manutenzione, la riparazione e la realizzazione di oggetti in cuoio e in pelle, liscia e scamosciata.

Oltre al grande merito di esser riusciti a trasformare un umile mestiere in una professione di valore, i due calzolai oggi producono ricchezza per tanti altri giovani che collaborano con loro.

A conclamare il loro meritato successo hanno concorso 3 fattori:

  1. il corretto recepimento dei bisogni di mercato
  2. la sincera analisi dei concorrenti
  3. la decisa focalizzazione volta a dare al massimo ad una specifica nicchia di mercato
  4. l’eccellente Marketing 

Tanti negozi e aziende chiudono non per incapacità dei loro titolari ma perché avevano smesso di studiare il mercato, composto dai loro stessi clienti e potenziali tali.

Quando si smette di ascoltare i bisogni della gente, si diventa oggetto di comparazione solo sul fronte del prezzo. Ecco perché, alcuni commercianti dicono che si vende solo quando si fanno gli sconti.

I fratelli di questa calzoleria invece hanno capito che il mercato aveva uno specifico bisogno: far durare quanto più possibile le proprie scarpe firmate pagate a caro prezzo.

Poi i fratelli Latagliata hanno osservato i propri concorrenti: quasi tutti erano orientati al prezzo e a fare il minimo necessario e oltretutto in maniera poco professionale e organizzata.

Fatto ciò, questi due imprenditori si sono concentrati su una specifica nicchia che è quella della riparazione di calzature di una certa qualità e nei lavori sartoriali applicati a borse e accessori. Tutto il resto è solo un contorno che non distrae l’asset principale anzi lo asseconda consentendo loro di aumentare la soddisfazione del cliente.

Infine, la calzoleria ha lavorato correttamente su un marketing certosino, incentrato sulle pubbliche relazioni, un’organizzazione impeccabile, una garanzia di risultato in fatto di rispetto dei tempi e una comunicazione improntata alla semplicità sia on line che off line.

Tutto questo ha prodotto un passaparola incredibile che garantisce ai due giovani imprenditori un cash flow stabile.

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una lunga storia di famiglia: da piccolo negozio a grande azienda

assillato dai numeri della crisi, dalla concorrenza sleale, dagli abusivi e dagli attacchi dei Paesi dell’est, quella che era una piccola realtà del sud si è trasformata in una grande azienda che ha assunto tanti giovani e grandi maestri artigiani: ecco la formula del suo incredibile successo

Da piccolo negozio a grande azienda: è questo il grande autentico successo tutto merito dell’intuito e del duro lavoro di un imprenditore del Sud, Gianluca Caputo.

Gianluca è il socio di maggioranza di Windor, azienda specializzata nel settore infissi, porte e finestre, nata nel secolo scorso ad opera di suo nonno, un falegname che costruiva calessi.

La storia di Windor ha radici profondissime che arrivano all’inizio del secolo scorso, quando suo nonno Giuseppe decise di aprire una falegnameria in cui costruiva calessi e ruote da traino. Altri tempi, altre necessità. Ma già allora la bottega di suo nonno era un punto di riferimento.

La prima svolta è stata messa a punto da suo padre Ciro, negli anni ’50. Il mercato cambiava e decise che in falegnameria si dovesse iniziare a costruire finestre.
Finestre di qualità, con legname importato direttamente dalla Carinzia, in Austria.

Suo nonno, suo padre sono stati autentici ricercatori, innovatori dei loro settori. Sempre alla ricerca della soluzione migliore. Cosa che, con il tempo gli è stata tramandata.

Nel 1970, nella falegnameria di suo padre fu stata costruita la prima finestra in legno con guarnizione. La prima in tutta Italia. Affacciarsi a diversi mercati ha dato la possibilità di osservare il mondo, e quindi di studiare tutti i vantaggi per le esigenze di chi abita una casa.

Gianluca è nato in questo clima interamente votato alla ricerca: egli e le finestre sono praticamente cresciuti insieme. Le ha viste progettare, costruire, perfezionare. Ha capito quanto fosse necessario che si adattassero alle esigenze delle persone.

Ha osservato il lavoro di suo padre. Si è fatto delle domande. Si è appassionato a questo mondo. E tanti anni di attenzione ai dettagli e applicazione lo hanno portato a maturare una sua visione, a creare il mio obiettivo: migliorare la vita, il benessere e il comfort di cui le persone possono giovare in casa propria.

Oggi Windor è una grande azienda che si è distinta per la posa in opera certificata di finestre sul panorama nazionale: un nuovo primato per quest’azienda dal cuore giovane.

La posa in opera certificata è il sistema riconosciuto dall’Istituto ift Rosenheim, da 50 anni autorevole organismo internazionale indipendente di prova, ricerca e certificazione operante nel settore dell’edilizia.

In particolare, il sistema di posa in opera certificata di finestre e infissi garantisce l’impeccabile installazione degli stessi grazie anche a:

  • Un’organizzata pianificazione delle attività;
  • Un corretto impiego di prodotti idonei e di qualità per la sigillatura, isolamento e fissaggio;
  • Posatori qualificati che ricevono costantemente una formazione specifica.

L’ift Rosenheim ha sviluppato il Programma di certificazione per la posa di finestre, porte esterne e facciate continue, attraverso il quale verifica costantemente il processo di installazione degli infissi da parte di aziende selezionate. Non si tratta della solita certificazione aziendale. Ma molto di più.

Windor, azienda tarantina specializzata nella installazione di porte, finestre e infissi, è stata riconosciuta come l’unica realtà tarantina in Puglia ad eseguire la posa in opera certificata secondo il rigido disciplinare imposto dall’Ente.
Windor ha due showroom: uno a Taranto e l’altro a Crispiano.

Siamo di fronte ad un’eccellenza in fatto di posa in opera certificata di finestre.

Windor è l’unico centro in tutta la Puglia ad essere entrato in un gruppo ristretto di eccellenze, per l’elevata qualità verificata dall’ift Rosenheim sui cantieri controllati e per le capacità di gestione del cliente e del mercato.

E’ l’unica azienda pugliese in grado di garantire una finestra che non dia grattacapi al suo cliente, e che soprattutto risponda al 100% alle caratteristiche più richieste, in termini di risparmio energetico e comfort abitativo. Una posa in opera certificata impeccabile, per finestre senza pensieri.

In sintesi, se cerchi un’azienda che ti garantisca la posa in opera certificata delle finestre, l’unica scelta da fare si chiama Windor. Visita il sito www.windor.it

Gli infissi rappresentano un bene durevole, il cui investimento richiede tempo e attenzione in funzione di precise esigenze legate al risparmio energetico, all’isolamento acustico e alla sicurezza della propria abitazione.

Come per molti settori merceologici, chi ha un’azienda in questo settore si deve barcamenare tra prezzi al ribasso, problemi relativi alla corretta installazione e una varietà non indifferente di proposte estetiche e funzionali.
Dall’altra parte, i clienti fanno il giro delle sette chiese, chiedendo preventivi qua e là e scegliendo solitamente l’offerta più vantaggiosa, quale risultato del prodotto apparentemente migliore al prezzo più basso.

Quasi sempre, il tutto si traduce in una corsa al prezzo più basso sia dalla parte del cliente finale che del rivenditore di finestre che è costretto a ridurre i propri margini di guadagno, con la diretta conseguenza di un servizio post-vendita sempre meno di qualità e una posa in opera che non è certo il massimo.
E quindi, il risultato è la somma di clienti insoddisfatti e di imprenditori insoddisfatti. Nel frattempo, la corsa al ribasso dei prezzi (e della qualità del servizio) continua….

E se da un lato, vi sono imprenditori senza scrupoli, cioè disposti a svendere il proprio prodotto e ad infischiarsene delle esigenze del cliente in fase di post vendita, da un altro lato vi sono imprenditori che non ci stanno a questo gioco al massacro e cercano di rispondere con soluzioni innovative e dai risvolti interessanti.

Tra questi ultimi, vi è appunto Gianluca Caputo.

Grazie ad un incredibile intuito imprenditoriale, all’esperienza di maestri artigiani di lungo corso, all’investimento sul personale disposto a mettersi continuamente in discussione attraverso un piano di formazione intenso su base semestrale, Gianluca è riuscito a passare in 7 anni da piccolo negozio a grande azienda!

Così puntando tutto sull’innovativo programma IMPRENDITORI DI SUCCESSO, Gianluca Caputo ha dato vita ad un brand che ha rivoluzionato completamente il mondo degli infissi: il brand si chiama Finestre Senza Pensieri.

Non un semplice brand ma un sistema in grado di restituire sonno e tranquillità a chi è in cerca della migliore soluzione al proprio problema di sostituire le vecchie finestre-

Finestre Senza Pensieri è infatti il sistema attraverso cui il cliente ha la certezza di un prodotto di sicuro valore, realmente durevole e garantito a vita.

Eh si perché il problema principale di chi deve acquistare infissi è proprio quello della garanzia. Spesso quest’ultima termina nei primi due anni dal primo momento dell’installazione. Nel caso di Windor, il sistema garantisce a vita i propri infissi attraverso un sistema che protegge contro intrusioni, infiltrazioni, danneggiamenti alle suppellettili e altro ancora.

A differenza di molti suoi concorrenti, Windor ha preferito focalizzarsi su un mercato specifico, fatto di clienti esigenti che vogliono dormire sonni tranquilli anche molti anni dopo la prima installazione dei nuovi infissi.

Il passaggio da piccolo negozio a grande azienda è presto fatto perché Windor si rivolge ad un target preciso, fatto di persone attente, esigenti in fatto di prestazioni durevoli nel tempo, bisognose di un’assistenza garantita e non fatta di promesse al vento.

Questo target è composto anche di gente che ha bisogno di acquisire informazioni tecniche in grado di indicare una via da percorrere di fronte ad un problema da risolvere.

Per rispondere a questo tipo di domanda, Windor ha dato vita innanzitutto ad un blog tecnico informativo: www.finestresenzapensieri.it in cui tutti possono trovare la risposta ai propri problemi ed individuare correttamente il percorso da seguire per porre fine ai propri drammi.

A completare il quadro vi è l’intercettazione di nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing innovativo e una vera e propria automatizzazione delle vendite che lo mette al riparo da erosioni di margini operativi e da attacchi da parte di concorrenti scellerati, troppo abituati a fare sconti anziché risolvere i problemi dei clienti.

Questa è la storia di Gianluca Caputo, imprenditore di successo passato da piccolo negozio a grande azienda!

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Come diventare imprenditori di successo anche se vivi in una città del Sud

Come primeggiare nel mercato, battere i concorrenti, trovare nuovi clienti anche se la tua azienda si trova in una minuscola città o paese del Sud Italia dove sembra che la crisi si faccia sentire di più? Come diventare imprenditori di successo senza trasferirsi in quel che si crede sia un paradiso del commercio?

Come diventare imprenditori di successo senza trasferirsi lì dove sembra che il denaro circoli in quantità industriali? Davvero il destino della nostra azienda dipende dal posto in cui si vive? In particolare, si può fare business al Sud Italia, qui dove tutto sembra difficile e faticoso, a meno di avere i famosi santi in paradiso?

Cominciamo con il dire che molte persone rimangono letteralmente incastrate all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“Il mio settore è differente. In Italia fare impresa è differente. La mia città è differente ”.

In pratica, sottoposti a un metodo, una strategia, una tecnica per trovare nuovi clienti, laddove l’esempio non sia fatto esattamente sul loro settore o sulla loro città, il loro cervello si chiude a riccio e li porta a rigettare il contenuto proposto portandoli a urlare con ritmica cadenza tipica di un orologio a cucù:

“il mio settore è differente! la mia azienda è differentee! la mia città è differenteeee!!!”

Ma è realmente così?
Esistono davvero “settori, aziende e città differenti”?

La risposta è contemporaneamente “Sì e No” a seconda del punto di osservazione e dei risultati che si vogliono ottenere.

Scopriamo insieme la soluzione a questo enigma una volta per tutte.

Nel corso degli anni, un numero infinito di persone ha ripetuto come una campana rotta a me e a tanti altri poveri malcapitati:

“Sì capisco che questa cosa funzioni a Milano o a Torino, ma a Taranto è tutto diverso!”

“Sì capisco che questa cosa funzioni nel tuo settore, ma da me è tutto diverso!”

A inizio carriera ero molto più giovane, sciocco, sognatore e ingenuo e pensavo addirittura che alle persone si potesse far cambiare idea.

Ora che ho scoperto che le persone non cambiano idea, perciò mi rivolgo a coloro che sono così aperti di mente e sufficientemente intelligenti da superare certi blocchi mentali che sono spesso fonte di paura, arroganza, stupidità, ottusità, ecc…

Ti racconto questa: un giorno sono andato a trovare un imprenditore che vende cucine componibili. Gli ho parlato di un suo collega, Matteo Rivolta (cucine Ri.Fra.), uno dei più importanti uomini di successo nel campo delle cucine. Un businessman a svariati zeri, per intenderci. Al termine della chiacchierata, mi fa:

“Ma che ne sa questo Matteo Rivolta della nostra città?”

“E poi, detto tra noi, quelli stanno al nord. Da noi è differente!”

(e capirai…)

Capisci bene che quando non si vuole ascoltare, questa scusa del “settore differente”, poi finisce per declinarsi in mille modi,

  • con la zona differente,
  • il pubblico differente,
  • il prodotto differente,
  • i clienti differenti

e si ramifica in ogni cosa come le metastasi un tumore maligno.

La madre di tutte le scuse.

Non so come spiegarlo in maniera più semplice di come sto per fare e penso di aver detto le stesse cose in forma simile più o meno cento milioni di volte ma:

  1. Tutte le città hanno condividono un mercato fatto di cittadini con diverse estrazioni sociali, culturali ed economiche.
  2. In ogni città ci sono i poveri, i meno poveri, persone più o meno abbienti e i ricconi.
  3. In ogni città ci sono persone che hanno un certo tipo di bisogni, di paure, di desideri
  4. In ogni città esistono problemi, minacce da affrontare e opportunità da cogliere
  5. Ogni problema rappresenta un’opportunità e viceversa

Quel che fa la differenza sono le nostre capacità creative di uscire da un problema. Non le città, le aziende o i settori.

Tutte le aziende di tutte le città e di tutti i settori infatti devono:

  1. avere un metodo per attrarre nuovi clienti potenziali.
  2. Devono avere un metodo per vendere a questi potenziali trasformandoli in clienti paganti.
  3. Devono avere un metodo per continuare a vendere ai clienti paganti ed evitare di perderli.

Fine.

E, la differenza tra

  • un parrucchiere,
  • un ristoratore,
  • un centro estetico,
  • una ferramenta,
  • un’azienda che vende campane per chiese,
  • un’azienda che vende montoni da donna,
  • un’azienda che vende abiti talari di lusso e argenti per sacerdoti,
  • una web agency,
  • un hotel,
  • un’azienda che fa consulenza e formazione,
  • uno studio di architetti
  • uno studio dentistico
  • uno studio di commercialisti
  • uno studio di avvocati
  • una software house che vende servizi per la pubblica amministrazione!
  • un idraulico
  • un muratore
  • un’impresa edile
  • un’azienda che faccia “qualunque cosa tu faccia”,

di una città o dell’altra sono minime, mentre le cose in comune sono la maggior parte.

L’approccio del vero imprenditore ha maggiormente a che fare con le modalità con le quali le persone prendono decisioni e scelgono i fornitori.

Come dicevo prima, questo virus de “la mia azienda/settore/città è differente” è così radicato nella mentalità di molti che, pure se cerchi di debellarlo con dati alla mano, alcuni sarebbero in grado di trovare almeno cento scuse alla volta per giustificare il fatto di credere di aver ragione e ché ciò che stai dicendo loro non funzionerà nel loro caso.

La frase “Ma il mio settore/azienda/città è differente!” è sinonimo di stupidità, laddove per stupidità si intenda:

“Lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, è incapace di correggerli, regolamentarsi.

In questo senso è giusto riferirsi a concetti come l’ignoranza, presunta “sorella” della stupidità.

Tutti noi pur essendo persone magari di valore in ambiti diversi siamo sovente protagonisti di decisioni stupide o di affermazioni stupide quanto: “Ma la mia città è differente!”

Se sei disposto a rimetterti in discussione, possiamo procedere e passare finalmente al nocciolo della questione.

COME DIVENTARE IMPRENDITORI DI SUCCESSO, PRIMEGGIARE NEL MERCATO, BATTERE I CONCORRENTI, TROVARE NUOVI CLIENTI ANCHE SE LA TUA AZIENDA SI TROVA IN ITALIA ED E’ SCHIAVA DI UNO STATO CHE CI RIEMPIE DI TASSE E BUROCRAZIA: PUO’ DIVENTARE IMPOSSIBILE SE NON CAMBI APPROCCIO!

Il vero ostacolo al cambiamento è rappresentato proprio da una certa ostinazione nel voler fare le stesse cose che si sono sempre fatte.

E’ il caso di un macellaio ad esempio che si ostina a proporre il proprio prodotto nella stessa maniera con cui lo fanno mille altri suoi colleghi. Ed è anche il caso di una pizzeria che propone nel suo menu 640 tipi di pizze e quelle che vende sono sempre margherita, bufala, 4 stagioni e caprese.

Oppure ancora è il caso di un negozio di una parafarmacia che vende i propri prodotti esattamente come fanno altre 400 negozi del proprio settore.

Il risultato di questa follia è la nascita come funghi di tante pizzerie, macellerie, parafarmacie, bar, negozi di abbigliamento, calzature, accessori ecc senza soluzione di continuità.
Tutti vendono più o meno gli stessi prodotti, senza mai una proposta differenziante in grado di distinguerli in mezzo a tanta concorrenza.

Questi stessi imprenditori sono poi quelli che si lamentano perché l’unico modo di vendere è quello di fare prezzi al ribasso, continue corse alle offerte e ai saldi, sconti, promozioni e cose di questo genere.

Dov’è la ricchezza?
Dov’è il guadagno se mi devo spaccare la schiena per vendere prodotti con un margine si e no del 10% e devo pure pagare affitti, personale, tasse e tanto altro?

Il primo vero passo da fare verso il cambiamento è quello di cambiare approccio.

E’ il momento di smettere di chiedere come fare business in una città come Taranto se prima non si affronta un’altra questione: in cosa sei diverso dai tuoi concorrenti? In cosa sei capace veramente di distinguerti?

Se la risposta è qualità, professionalità, sei lontano dalla soluzione come Urano rispetto al pianeta Terra.

E quindi come diventare imprenditori di successo, primeggiare nel mercato, battere i concorrenti, trovare nuovi clienti anche se la tua azienda si trova in Italia ed è schiava di uno Stato che ti riempie di tasse e burocrazia?

Le risposte sono quattro.
Ognuna di esse è strettamente concatenata alle altre.
Nessuna prescinde dalle altre. E soprattutto, non puoi passare al punto successivo senza prima aver completato il passaggio precedente.
Analizziamole:

  1. Dar vita ad una mappa dei bisogni, dei desideri, delle paure e delle difficoltà
  2. Creare una proposta unica differenziante e successiva focalizzazione
  3. Applicare un marketing capace di intercettare clienti 
  4. Automatizzare le vendite e moltiplicare i clienti con l’effetto domino

Non esiste una sola azienda che sia diventata di successo prescindendo da questi quattro passaggi.
Ed è chiaro che le eccezioni esistono.
A volte si è trattato di colpi di fortuna, fuochi di paglia o delle solite raccomandazioni.
Ma basare la propria missione imprenditoriale sulla fortuna o sulle tangenti è come costruire una barca di carta per navigare. Prima o poi crepi.

L’azienda Windor è uno dei tanti modelli vincenti di business basata proprio su questi fattori.

Ti racconto brevemente la storia dell’azienda Windor Infissi, una delle realtà imprenditoriali che si sono avvalse del sistema IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI CON GARANZIA DI RISULTATO.

Windor è riuscita così a prosperare in un mercato difficile e altamente competitivo.

Tanti anni fa, Windor era una delle tante aziende di Taranto (precisamente, di Crispiano) che operavano nel settore degli infissi (finestre, porte, ecc). Man mano che il tempo passava, quest’azienda risentiva della concorrenza e del mercato sempre più esigente, dove quasi tutti i clienti erano in cerca del prezzo più basso.

Il risultato era un continuo fare sconti, offerte, promozioni. E condizioni di pagamento a babbo morto.

Da qui l’esigenza invece di emergere con forza in un panorama così convulso e zeppo di concorrenti con lo sconto facile e a tutti i costi.

E’ nata così l’idea di una proposta differenziante.
Si chiama Finestre Senza Pensieri, lo strumento con cui Windor è riuscita a scalare la concorrenza puntando a rispondere ad un preciso bisogno del mercato che fino ad allora nessuno riusciva a soddisfare efficacemente.

La successiva ottima risposta del mercato ha determinato un elevato livello di passaparola, tanto da decretarne il definitivo successo che oggi garantisce all’azienda il giusto cash flow per essere sempre sulla cresta dell’onda.

Come essere tra le aziende che hanno battuto la crisi?  quali sono i fattori per trovare nuovi clienti e costruire un’azienda di successo?
Come fare business anche se vivi al Sud o in una città difficile come Taranto?

Per prima cosa devi operare su una nicchia che risponda ad un preciso target che ha precisi bisogni, desideri, paure, ecc.

Poi focalizzare, evitando dispersioni in inutili fronzoli e mantenendo alto il livello di specializzazione e concentrazione sul business.

Dopodiché, intercettare nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing a risposta diretta.

Infine, puntare sull’automatizzazione delle vendita, l’unico strumento chiave per operare con margini di continuità di profitto, soddisfazione del cliente e ri-educazione del mercato.

Mi rendo che è più facile a dirsi che a farsi.
Le ricette facili e veloci in realtà non esistono.
Occorre duro lavoro, impegno e concentrazione.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo come lui, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

Se anche tu vuoi evitare di fare la fine di tanti commercianti che offrono più o meno gli stessi prodotti e servizi e hai deciso di mettere in atto i progetti di una vita senza correre il rischio di affidare le tue idee al vento, allora clicca sul seguente link e scopri come puoi finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DEL RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

Così queste aziende hanno battuto la crisi nonostante tasse, burocrazia e assenza dello Stato

Sei un imprenditore che sente di averle provate tutte per sconfiggere 10 anni di crisi e che non intravede nulla di positivo per il futuro? Ecco alcuni dei segreti delle aziende che hanno battuto la crisi, primeggiando sui mercati, bruciando la concorrenza e aumentando i ricavi nonostante sembrasse tutto impossibile

Essere tra le aziende che hanno battuto la crisi è il sogno di tutti gli imprenditori che da anni combattono uno dei periodi più devastanti di tutta l’economia mondiale.

L’argomento appare molto vasto e le risposte possono essere numerose, c’è da dire che molte persone rimangono letteralmente incastrate all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“se mi trovassi in un posto del mondo dove i dipendenti costano quattro soldi e dove lo Stato non si prende il 50% del mio fatturato, sarei certamente tra quelle aziende che hanno battuto la crisi”.

In pratica, sottoposti a un metodo, una strategia, una tecnica per trovare nuovi clienti, il loro cervello si chiude a riccio e li porta a rigettare il contenuto proposto portandoli a urlare con ritmica cadenza tipica di un orologio a cucù:

“quest’Italia è un Paese fallito dove paghiamo un sacco di tasse e lo Stato ci ha abbandonati. L’unica soluzione è trasferirsi all’estero dove gli impiegati e gli operai li pago 400 euro al mese e dove lo Stato non si prende metà del mio fatturato”

Ma è realmente così?
Esistono davvero “posti del mondo in cui la nostra azienda avrebbe successo mentre qui in Italia molti imprenditori fanno quasi la fame”?

La risposta è contemporaneamente “Sì e No” a seconda del punto di osservazione e dei risultati che si vogliono ottenere.

Scopriamo insieme la soluzione a questo enigma una volta per tutte.

Nel corso degli anni, un numero infinito di persone ha ripetuto come una campana rotta a me e a tanti altri poveri malcapitati:

“Sì capisco che questa cosa funzioni a Tokio, ma in Italia è tutto diverso! Qui lo Stato ci ammazza di tasse e la gente vuole solo il prezzo”

A inizio carriera ero molto più giovane, sciocco, sognatore e ingenuo e pensavo addirittura che alle persone si potesse far cambiare idea.

Ora che ho scoperto che le persone non cambiano idea, perciò mi rivolgo a coloro che sono così aperti di mente e sufficientemente intelligenti da superare certi blocchi mentali che sono spesso fonte di paura, arroganza, stupidità, ottusità, ecc…

Ti racconto questa: un giorno sono andato a trovare un imprenditore che vende materassi e gli ho raccontato di un’azienda artigianale che vende il suo stesso articolo in tutto il mondo e che, a differenza di lui (che è costretto a fare sconti del 70% per vendere), si propone sul mercato con un prezzo sbalorditivo: circa 60 mila euro. Al termine della chiacchierata, mi fa:

“Si ma queste aziende non si trovano in Italia. Da noi è differente!”

(e capirai…)

Capisci bene che quando non si vuole ascoltare, si accampano le migliori scuse pur di pensare di avere ragione e si smette di guardare ai fatti.

Dunque, mi sono armato di tanta pazienza e ho provato a spiegare che:

  1. Tutti i Paesi del mondo si trovano all’interno di un mercato fatto di persone con diverse estrazioni sociali, culturali ed economiche.
  2. In ogni città del mondo ci sono i poveri, i meno poveri, persone più o meno abbienti e i ricconi.
  3. In ogni città del mondo ci sono persone che hanno un certo tipo di bisogni, di paure, di desideri
  4. In ogni città esistono problemi, minacce da affrontare e opportunità da cogliere
  5. Ogni problema rappresenta un’opportunità e viceversa

Quel che fa la differenza non è il fatto di vivere a Montecarlo o a Canicattì ma la nostra capacità di risolvere problemi e di rispondere ai bisogni del mercato in cui ci troviamo.

Certamente capisco anch’io che può essere più difficile fare impresa in un posto in cui lo Stato non ti assiste per niente o le tasse sono al massimo storico, ma qualunque azienda fa profitti solo se alla sua base c’è un’idea differenziante in grado di rispondere ai bisogni del mercato.

 

Se sei disposto a rimetterti in discussione, possiamo procedere e passare finalmente al nocciolo della questione.

COME PRIMEGGIARE NEL MERCATO, BATTERE I CONCORRENTI, TROVARE NUOVI CLIENTI ANCHE SE LA TUA AZIENDA SI TROVA IN ITALIA ED E’ SCHIAVA DI UNO STATO CHE CI RIEMPIE DI TASSE E BUROCRAZIA: PUO’ DIVENTARE IMPOSSIBILE SE NON CAMBI APPROCCIO!

Il vero ostacolo al cambiamento è rappresentato proprio da una certa ostinazione nel voler fare le stesse cose che si sono sempre fatte.

 

Il primo vero passo da fare verso il cambiamento è quello di cambiare approccio.

E’ il momento di chiedersi in cosa sei diverso dai tuoi concorrenti? In cosa sei capace veramente di distinguerti?

Se la risposta è qualità, professionalità, allora devi cominciare tutto daccapo.

La risposta corretta è ricominciare da se stessi, dal proporsi sul mercato con un’offerta in linea con la mappa dei bisogni e dei desideri.

Dunque, ogni imprenditore ha l’obbligo di:

  1. Dar vita ad una mappa dei bisogni, dei desideri, delle paure e delle difficoltà
  2. Creare una proposta unica differenziante e successiva focalizzazione
  3. Applicare un marketing capace di intercettare clienti 
  4. Automatizzare le vendite e moltiplicare i clienti con l’effetto domino

Non esiste una sola azienda che sia diventata di successo prescindendo da questi quattro passaggi.

L’azienda Windor è uno dei tanti modelli vincenti di business basata proprio su questi fattori.

Ti racconto brevemente la storia dell’azienda Windor Infissi, una delle realtà imprenditoriali che si sono avvalse del sistema IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI CON GARANZIA DI RISULTATO.

Windor è riuscita così a prosperare in un mercato difficile e altamente competitivo.

Tanti anni fa, Windor era una delle tante aziende di Taranto (precisamente, di Crispiano) che operavano nel settore degli infissi (finestre, porte, ecc). Man mano che il tempo passava, quest’azienda risentiva della concorrenza e del mercato sempre più esigente, dove quasi tutti i clienti erano in cerca del prezzo più basso.

Il risultato era un continuo fare sconti, offerte, promozioni. E condizioni di pagamento a babbo morto.

Da qui l’esigenza invece di emergere con forza in un panorama così convulso e zeppo di concorrenti con lo sconto facile e a tutti i costi.

E’ nata così l’idea di una proposta differenziante.
Si chiama Finestre Senza Pensieri, lo strumento con cui Windor è riuscita a scalare la concorrenza puntando a rispondere ad un preciso bisogno del mercato che fino ad allora nessuno riusciva a soddisfare efficacemente.

La successiva ottima risposta del mercato ha determinato un elevato livello di passaparola, tanto da decretarne il definitivo successo che oggi garantisce all’azienda il giusto cash flow per essere sempre sulla cresta dell’onda.

Come essere tra le aziende che hanno battuto la crisi?  quali sono i fattori per trovare nuovi clienti e costruire un’azienda di successo?
Come fare business anche se vivi al Sud o in una città difficile come Taranto?

Per prima cosa devi operare su una nicchia che risponda ad un preciso target che ha precisi bisogni, desideri, paure, ecc.

Poi focalizzare, evitando dispersioni in inutili fronzoli e mantenendo alto il livello di specializzazione e concentrazione sul business.

Dopodiché, intercettare nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing a risposta diretta.

Infine, puntare sull’automatizzazione delle vendita, l’unico strumento chiave per operare con margini di continuità di profitto, soddisfazione del cliente e ri-educazione del mercato.

Mi rendo che è più facile a dirsi che a farsi.
Le ricette facili e veloci in realtà non esistono.
Occorre duro lavoro, impegno e concentrazione.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo come lui, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

Se anche tu vuoi evitare di fare la fine di tanti commercianti che offrono più o meno gli stessi prodotti e servizi e hai deciso di mettere in atto i progetti di una vita senza correre il rischio di affidare le tue idee al vento, allora clicca sul seguente link e scopri come puoi finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DEL RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

Il cliente pensa solo al prezzo e l’e-commerce farà sparire i negozi?

Ecco la dura verità senza mezzi termini: il cliente pensa solo al prezzo perché, in moltissimi casi, non si ha altro da offrirgli. Dunque, ecco pronta una guida ragionata per uscire da una crisi che, spesso e volentieri, è solo nella testa di chi non vuol cambiare

Sei stanco di sentirti dire dai tuoi clienti che sei bravo, ma che i tuoi prezzi sono troppo alti?
Non sopporti più l’idea che i tuoi clienti spendano i loro soldi su Amazon anziché nella tua azienda?

Ecco allora una breve guida che ti spiega dove sta l’errore fondamentale che porta i tuoi clienti a non comperare da te pur riconoscendo la qualità dei tuoi servizi e prodotti.

Se metti in pratica tutto quello che leggerai qui, potrai correggere questo errore fondamentale e manterrai i tuoi preziosi clienti senza dover combattere sempre la snervante guerra dei prezzi.

La maggioranza degli imprenditori italiani brancolano nel buio a proposito di quest’argomento. E, anzi, sono spesso convinti che è colpa di Amazon o dell’E-Commerce in generale se il cliente pensa solo al prezzo..

Perciò, quando devono prezzare i propri prodotti, si limitano a fare un prezzo leggermente più basso rispetto ai propri concorrenti, sperando di togliere loro qualche cliente in più almeno per qualche giorno.. “poi si pensa”, dicono.

Il problema è che, a furia di abbassare i prezzi, prima saranno costretti a cambiare fornitori nella speranza di trovare prodotti e materie prime di qualità più bassa a un costo minore. E poi si ritroveranno a non riuscire a far quadrare più i conti, fino ad entrare nella classica spirale che conduce alla totale insoddisfazione di quei pochi clienti rimasti e a difficoltà di fare nuovi clienti, finché inevitabilmente l’azienda si ritrova a chiudere.

Oltre a tutto questo, di questi tempi, tra negozi e aziende si aggirano i cosiddetti avvoltoi (detti anche pubblicitari) che, pur di mettersi qualcosa in tasca, convincono gli sfortunati imprenditori ad investire gli ultimi soldi rimasti in operazioni pubblicitarie di vario tipo: dal sito internet alla pubblicità in TV, dall’E-Commerce ai manifesti 6×3, dalle sponsorizzate alla pubblicità su Google.

Come se non bastasse, questi stessi avvoltoi (detti anche pubblicitari) riescono a raggirare i malcapitati spiegando loro che, oltre a fare pubblicità, devono pure fare delle offerte con dei prezzi allucinanti.

Quindi cosa succede a questo punto?
Che, fatta la pubblicità, i clienti mercenari attratti solo dal prezzo acquisteranno tutto quello che sarà possibile comperare al prezzo più basso possibile. Al contrario, le aziende avranno fatto fuori un sacco di merce ma a prezzi tali da essere riusciti appena a ripagare il costo sostenuto, impoverendo ancor di più l’imprenditore e privandolo di quella linfa vitale necessaria per continuare ad investire.

Risultato?
Il pubblicitario si sfrega le mani avendo guadagnato i suoi bei soldini.
E l’imprenditore si ritrova più povero di prima.

ABBASSARE IL PREZZO È UNA STRATEGIA SUICIDA PER LA TUA AZIENDA

Se sei una piccola azienda e non hai le risorse economiche per essere sempre e comunque quello che costa meno (strategia seguita dai GRANDI DISCOUNT), allora è piuttosto sciocco cercare di essere tra i meno cari.

Ogni volta che abbasserai i prezzi, guadagnerai sempre meno. Inoltre i tuoi concorrenti faranno altrettanto, fino al punto in cui verranno da te solo fino a quando avrai il prezzo più basso. Allora si che il cliente pensa solo al prezzo! E’ logico che lo faccia! Ti stai infilando da solo in un vicolo cieco. Una situazione senza uscita.

ALLORA E’ VERO L’E-COMMERCE FARA’ SPARIRE I NEGOZI?
Assolutamente no e ti spiego perché.

I dati dimostrano che il commercio è in piena ascesa: l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano ha diffuso i dati sul commercio in Italia: nel 2017, 22 milioni di italiani, di cui 16,2 sono utenti abituali, hanno fatto almeno un acquisto e lo hanno fatto on line.

Il valore medio dell’acquisto di prodotti come libri, informatica, cibo, cosmetici e abbigliamento è cresciuto del 28% rispetto all’anno precedente.

Il giro d’affari ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, segnando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Poste Italiane ha inoltre rilevato infatti che, nei primi sei mesi del 2017, sono stati consegnati 25 milioni di pacchi; e ha previsto di superare quota 50 milioni entro gennaio 2018.

Vediamo la situazione al Sud: Unioncamere ha elaborato una stima delle imprese operanti nella vendita sul web che, a fine 2015, risultano iscritte al Registro delle imprese delle Camere di Commercio. I dati parlano di 15.000 realtà in tutta la penisola, con un incremento in sei anni pari al 151,6% (in media il 25,3% all’anno).

È il centro-sud a farla da padrona, con i più alti tassi di crescita registrati in Abruzzo (258,9%), Puglia (218,5%) e Campania (202,1%), senza dimenticare Calabria e Basilicata, che hanno entrambe sfiorato il + 200%, conteggiando sempre tra il 2009 e il 2015.

Nella graduatoria delle province che ospitano più attività operanti sul web, guidata da Roma e Milano, si classificano al sesto posto Bari e al quindicesimo Lecce. Ma è l’intera Puglia a confermarsi fucina di idee e spunti interessanti in realtà attive e competitive. A Taranto: 400.000 pacchi consegnati.

Le principali categorie concernono in primis abbigliamento (52%), a seguire libri/riviste, cellulari/smartphone/tablet, piccoli elettrodomestici.

Taranto è tra le province che più fatto ricorso all’E-Commerce per acquistare i propri oggetti dei desideri.

Insomma, un autentico trionfo per le vendite on line.

Al contrario delle vendite on line, moltissimi negozi stanno chiudendo.
Infatti, l’incremento fatto registrare dalla vendita al dettaglio è stato solo dello 0,83%.

A Lecce chiudono Mondadori e La Cicogna (fiore all’occhiello della città in materia di abbigliamento per bambini), mentre aprono ristoranti e insalaterie.

Secondo una stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali e di un più 11 per le bancarelle, per cui chiudono i negozi nei centri storici delle città italiane, mentre aumentano, in particolare al Sud, gli ambulanti nella categoria della ristorazione, ovvero alberghi, bar e ristoranti.

In Italia, la situazione è questa secondo Confesercenti:  boutique di abbigliamento -20%, ferramenta e costruzioni -19,9%, macellerie -17%, oreficerie, profumerie -17,5% e librerie -17%.

E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Ma la vera salvezza non è l’E-Commerce ma il fatto di ragionare strategicamente da VERI IMPRENDITORI, ritagliandosi una nicchia in cui innovare con soluzioni e prodotti originali e indisponibili fino a quel momento.

Prendiamo proprio il caso di Amazon: sta entrando sempre più anche nel mondo fisico, aprendo spazi in supermercati, centri commerciali e aree di vendita locali.

Per 13,7 miliardi di dollari, Amazon ha comprato Whole Foods, catena di prodotti di origine controllata e naturale. Inoltre ha stretto una collaborazione con Kohl’s, dove venderà dispositivi Amazon e accetterà i resi di Amazon in 82 negozi di Chicago e di Los Angeles. Si potrà rendere la merce gratuitamente, senza bisogno di impacchettarla prima di renderla.

Dieci negozi avranno anche una “Amazon smart home experience”, con una sezione separata per la vendita di dispositivi come Echo.

Amazon ha aperto librerie fisiche nelle principali città americane come Seattle, Chicago e New York.
I negozi operano esattamente come la libreria online di Amazon e permettono ai clienti di scorrere una selezione di libri ‘curata’ in modo simile a quelle del sito.

AmazonGo è il negozio al dettaglio del futuro: senza code o casse, il negozio registra quello che entra nel carrello e quando si esce addebita il costo sulla carta di credito registrata.

Amazon ha aperto negozi Pop-Up nei centri commerciali in tutto il Paese per permettere ai clienti di provare direttamente i dispositivi Amazon prima di comprarli: dai gadget dotati dell’assistente vocale Alexia come Echo, Look e Show, agli e-reader come i tablet Kindle e Fire.

Come puoi vedere, proprio Amazon, il colosso delle vendite on line, non rinuncia alla fisicità dei punti materiali di aggregazione e di incontro con i clienti e potenziali tali.

L’E-Commerce non è la panacea contro tutti i mali.
E’ un semplice strumento come tanti altri.

Il cliente pensa solo al prezzo perché in numerosi casi tu non hai altro da offrirgli!

Inutile girarci intorno e prova a metterti nei panni dei tuoi clienti che devono acquistare una felpa, tanto per fare un esempio..

Se non conoscono il territorio in cui muoversi, la prima cosa che faranno è avviare una veloce ricerca dei negozi di abbigliamento su Google per capire dove si trovano quelli che possono costituire una seria risposta al proprio bisogno-desiderio-paura.

Poi, inquadratene almeno 3 o 5, i clienti si mettono in auto e si girano quei negozi.

Se in quei negozi, le soluzioni proposte saranno le stesse, l’unica cosa che quei clienti prenderanno in considerazione sarà il prezzo. Cioè acquisteranno la felpa meno cara.

Vogliamo parlare di qualità?
Ecco questo processo accade anche quando si è alla ricerca di abbigliamento di qualità.

La differenza la fa il brand o il prezzo.

Con il risultato che, se quella felpa è disponibile in vendita on line, prima andrò a provarla nel negozio fisico e, poi, molto probabilmente la acquisterò on line al prezzo più basso possibile.

A nulla serve parlare di servizio, qualità, competenza, professionalità.
Questi sono ragionamenti anni 80 che non fanno più presa!

Stesso ragionamento si può applicare a qualsiasi altro settore merceologico: dalle calzature ai computer, dai mobili per la casa agli accessori per il bagno, dall’elettronica al make up, dalle farmacie alle parafarmacie.

Le aziende non saranno salvate dagli strumenti ma da una sana strategia che li condurrà a rispondere efficacemente ai bisogni-desideri-paure di mercato.

Occorre mettere in atto processi in linea con le esigenze del mercato e con i fenomeni economici che stanno alla base delle dinamiche commerciali.

Allora, quali sono i passi da mettere in atto per evitare di fare la fine di tante aziende nazionali ed estere che hanno chiuso i battenti?

Punto primo: STUDIA BISOGNI DESIDERI E PAURE DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Prima di aprire un negozio o un’azienda, chiediti di cosa ha bisogno la gente. E per ognuna di quelle persone, chiediti che età abbiano in media, quali caratteristiche abbiano i loro comportamenti d’acquisto e cosa non riescono a trovare che il mercato già non offra

Punto secondo: FAI QUALCOSA CHE NON C’E’ GIA’ E CHE RISPONDE ALLO STUDIO CHE HAI FATTO NELL’AMBITO DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Distinguiti per non estinguerti. Evita di fare qualsiasi cosa già esista. Evita di proporre prodotti e servizi che non siano già proposti da qualcun’altro. Commettere l’errore di pensare che tu proporrai un prodotto o un servizio migliore ma ad un prezzo più basso è lo stesso processo mentale che porta un uomo a suicidarsi.

Punto terzo: SMETTILA DI VENDERE ESCLUSIVAMENTE LA MERCE PRODOTTA DA ALTRI E INVENTA QUALCOSA CHE SIA SOLO E SOLTANTO TUO ANCHE SE NON SEI UN PRODUTTORE
Anche se vendi merce che non produci materialmente tu, trova il modo di personalizzare l’offerta con un marchio di tua esclusiva proprietà che ne contraddistingua il metodo, la stessa proposta e i vantaggi che ne derivano

Punto quarto: SPECIALIZZATI IN UNA SPECIFICA NICCHIA PRIMA CHE LO FACCIANO I TUOI CONCORRENTI
Non cercare di fare tutto, ma preoccupati di fare benissimo una singola cosa. In questo modo comunicherai la certezza di essere l’unico capace di risolvere specifici problemi. I tuttologi non ha mai avuto successo.

Punto quinto: ELABORA UNA STRATEGIA PER DIVENTARE LEADER ASSOLUTO NEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Non devi mai limitarti ad essere un’alternativa. Devi essere l’alternativa indiscussa e assoluta nel tuo mercato. Devi essere il leader. Capirai di esserlo diventato quando tutti cercheranno di imitarti.

Punto sesto: ANTICIPA I CAMBIAMENTI
Studiando il mercato, sarai in grado di capire cosa manca per soddisfare specifici bisogni, desideri e paure. Quando Ford introdusse la prima auto, la gente usava ancora i cavalli ma era sentita l’esigenza di viaggiare in maniera più confortevole e veloce.

Punto settimo: COLTIVA I CLIENTI COME SE FOSSERO FIORI
Ogni volta che trascuri i tuoi clienti è come se non annaffiassi le tue piante. Il risultato è che appassiscono.

INFINE:

Punta a generare un tuo brand.

Comunica il tuo valore attraverso un marchio differenziante.

Fissa precisi obiettivi sia nel breve che nel lungo termine

Lavora per ottenere risultati già dal primo mese di attività.. quando un business funziona, i risultati si ottengono subito.

Procurati sufficiente budget per comunicare con il tuo mercato di riferimento

Se non hai sufficiente budget da investire in marketing, puoi inventare tutto quello che vuoi, ma ci sarà un altro con più soldi di te che si prenderà tutto il tuo mercato.

Ecco il caso di Climatec, l’azienda di successo che è passata dal vendere caldaie e climatizzatori al soddisfare un preciso bisogno di mercato che nessuno aveva mai soddisfatto prima ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/imprenditore-di-successo-svelata-la-formula/

In un settore dove in tanti chiudono, Vito è un imprenditore di successo: svelata la formula

“Vedevo tanti negozi chiudere, poi ho capito dov’era l’errore di tanti commercianti e imprenditori e sono corso ai ripari. Così la mia azienda è cresciuta del 200% in 3 anni”. Vito, imprenditore crispianese, svela il segreto che lo ha fatto diventare leader indiscusso nel suo settore

Ho conosciuto Vito Del Giudice nel 2010, anni in cui la crisi picchiava duro ed in tanti cadevano sotto i colpi di una delle peggiori congiunture economiche che l’Italia e il mondo intero abbiano mai attraversato.

Vito è l’imprenditore di successo, titolare di un’azienda specializzata in sistemi di riscaldamento e condizionamento.
La sua azienda si chiama Climatec ed ha sede a Crispiano, un borgo a 20′ da Taranto, in Puglia.

Nonostante oggi sia un imprenditore di successo, Vito ha mantenuto inalterati i suoi valori quali innanzitutto la famiglia e il profondo rispetto verso i propri collaboratori che, vi assicuro, sono tanti.

Ecco la sua incredibile storia:

Nel 2010 questa crisi dava il peggio di sé.

Le notizie che giravano erano parecchio sconfortanti.

Per non parlare delle politiche governative, perennemente addormentate su se stesse e figlie della più netta incompetenza, nonostante gli alti stipendi, pensioni e privilegi vari.

Insomma, il quadro era sconcertante. Il Governo assente, la gente scura in volto, un pessimismo dilagante e un’incessante catena di chiusure di esercizi commerciali rendevano il momento davvero difficile per tutti.

Vito passava i giorni a riflettere osservando i suoi fatturati che, da qualche tempo, non davano soddisfazione rispetto alla mole di investimenti fatti per migliorare la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente.

Fino a qualche anno prima, Vito era un rivenditore di caldaie e climatizzatori a cui associava il classico servizio di assistenza e pronto intervento come già facevano in tanti.

Nel 2008 era sopraggiunta la crisi che ha cambiato profondamente le cose.

Così Vito racconta:

Non si trattava della solita crisi, ma di qualcosa di più, perché questa crisi era anche nostra, non solo una questione finanziaria proveniente dagli USA.

Stava accadendo che facevamo tutti più o meno le stesse cose.

Ovunque andassi e in qualunque settore lavorassi, la maggior parte dei commercianti e degli imprenditori si copiavano a vicenda.

Vendevamo tutti più o meno le stesse cose. E tutti dicevamo le stesse menate, tutti parlavamo di qualità e cortesia. E soprattutto tutti ci facevamo la guerra dei prezzi.

Impossibile andare avanti così.

I giorni correvano veloci uno dopo l’altro e vedevo quei maledetti fatturati precipitare.
I clienti mi chiedevano sempre più sconti. In giro vedevo gente che, pur di vendere, quasi regalava la merce.
Nel frattempo, le scadenze di banche e fornitori non si facevano attendere.

Osservavo i volti dei miei collaboratori.
Li vedevo sempre più scuri, perché spaventati da una crisi mai vista così pensante prima d’ora.

Insomma, era giunto il momento di decidere il da farsi.

Le alternative erano tre:

  1. Licenziare la maggior parte del personale
  2. Ridurre la qualità di ciò che proponevo e di conseguenza anche i prezzi, allineandomi all’offerta cinese
  3. Rivedere la mia strategia e cercare l’elemento che sarebbe stato in grado di distinguermi dalla massa dei concorrenti

L’idea di licenziare anche solo una persona non mi ha mai sfiorato la mente nemmeno per un minuto. Ognuno di loro ha una famiglia e non potevo certo metterli in difficoltà dopo anni di stimata collaborazione.
Quindi la prima ipotesi era stata scartata.

Ridurre la qualità dei prodotti significava venir meno al patto di fiducia con i miei clienti e mettermi allo stesso livello dei “cinesi”. Il cliente viene al primo posto. Mai e poi mai lo avrei sacrificato in nome del profitto.

Rimaneva solo una possibilità: rivedere tutta la strategia e distinguermi dalla massa.

Così fu.
Da quel momento, ho fatto una grande rivoluzione in azienda e, da semplice rivenditore di caldaie e climatizzatori, sono diventato un esperto in termini di risparmio energetico.

Così ho dato vita ad un brand, Energy Check, un sistema che rivoluziona il nostro approccio con la casa, a partire dagli impianti tradizionali di riscaldamento e condizionamento.

Grazie a Energycheck, Climatec è riuscita a scalare la concorrenza e a rispondere ad un preciso bisogno del mercato che fino ad allora nessuno riusciva a soddisfare efficacemente.

La risposta del mercato non si è fatta attendere fino a stimolare un’incredibile passaparola, cosa che ha reso Climatec un’azienda leader nel settore di riferimento e Vito un imprenditore vincente.

Vediamo dunque cosa ha reso Vito Del Giudice un imprenditore di successo:

Tutto è nato dall’aver compreso prima di tutti che molti impianti di riscaldamento domestici venivano controllati con il metodo classico (controllo della caldaia e dei fumi).

Quindi niente di che. Anzi, il cliente veniva lasciato ad un problema ben più che grave, ovvero quello delle micro-perdite di gas non comunemente rilevate dai concorrenti. Queste ultime davano luogo ad una spesa eccessiva in fatto di bolletta energetica, scarsa affidabilità sul profilo della sicurezza e consumi energetici in crescita con il passare degli anni.

Energy Check ha riscosso subito un gran successo perché ha dimostrato di fornire un approccio professionale e completo alla questione energetica.

Tanto per fare un esempio, l’intero controllo della caldaia e degli impianti non dura meno di due ore, tempo necessario, per accertare la sua completa sicurezza, effettuare le dovute regolazioni per migliorare confort e abbattere i consumi energetici.

La sostanza è che, in occasione del controllo della caldaia e dei fumi, Climatec risolve definitivamente un problema che solitamente non viene mai rilevato dai concorrenti.

In più, garantisce standard qualitativi, di comfort, di benessere e di risparmio che non ha eguali nel mercato di riferimento.

Ed è da questo momento che Vito diventa ufficialmente un imprenditore di successo che sbaraglia completamente la concorrenza di Taranto e provincia.

E non è finita qui.

I segreti del successo di Vito Del Giudice vanno oltre il concetto di prodotto perché rispondono ad una precisa strategia di marketing, ovvero quella di rispondere ad un bisogno mai soddisfatto da parte di una certa nicchia di clienti.

Per prima cosa dunque Vito comincia ad operare su una ristretta nicchia di mercato anziché su una imprecisata massa. Poi si concentra su uno specifico target che ha precisi bisogni, desideri, paure, ecc.

Poi, decide di focalizzarsi su un preciso bisogno da soddisfare, elevando la specializzazione del business ed evitando dispersioni in inutili fronzoli.

A completare il quadro vi è l’intercettazione di nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing innovativo e una vera e propria automatizzazione delle vendite che lo mette al riparo da erosioni di margini operativi e da attacchi da parte di concorrenti scellerati, troppo abituati a fare sconti anziché risolvere i problemi dei clienti.

Questa è la storia di Vito Del Giudice, imprenditore di successo.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo come lui, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

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Approfitto per presentarvi i collaboratori che hanno reso possibile tutto ciò:

Boom del Commercio in tutta Italia nel 2017: la crisi è nella testa di chi non vuol cambiare

I dati dimostrano che il commercio è in piena ascesa: ciò spinge tutti i commercianti e gli imprenditori ad una seria riflessione sul proprio modus operandi

Ll’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano ha diffuso i dati sul commercio in Italia: nel 2017, 22 milioni di italiani, di cui 16,2 sono utenti abituali, hanno fatto almeno un acquisto e lo hanno fatto on line.

Il valore medio dell’acquisto di prodotti come libri, informatica, cibo, cosmetici e abbigliamento è cresciuto del 28% rispetto all’anno precedente.

Il giro d’affari ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, segnando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Poste Italiane ha inoltre rilevato infatti che, nei primi sei mesi del 2017, sono stati consegnati 25 milioni di pacchi; e ha previsto di superare quota 50 milioni entro gennaio 2018.

Vediamo la situazione al Sud: Unioncamere ha elaborato una stima delle imprese operanti nella vendita sul web che, a fine 2015, risultano iscritte al Registro delle imprese delle Camere di Commercio. I dati parlano di 15.000 realtà in tutta la penisola, con un incremento in sei anni pari al 151,6% (in media il 25,3% all’anno).

È il centro-sud a farla da padrona, con i più alti tassi di crescita registrati in Abruzzo (258,9%), Puglia (218,5%) e Campania (202,1%), senza dimenticare Calabria e Basilicata, che hanno entrambe sfiorato il + 200%, conteggiando sempre tra il 2009 e il 2015.

Nella graduatoria delle province che ospitano più attività operanti sul web, guidata da Roma e Milano, si classificano al sesto posto Bari e al quindicesimo Lecce. Ma è l’intera Puglia a confermarsi fucina di idee e spunti interessanti in realtà attive e competitive. A Taranto: 400.000 pacchi consegnati.

Le principali categorie concernono in primis abbigliamento (52%), a seguire libri/riviste, cellulari/smartphone/tablet, piccoli elettrodomestici.

Taranto è tra le province che più fatto ricorso all’E-Commerce per acquistare i propri oggetti dei desideri.

Insomma, un autentico trionfo per le vendite on line.

Ma ecco il rovescio della medaglia: in tutti i borghi e le città d’Italia, moltissimi negozi stanno chiudendo.
Infatti, l’incremento fatto registrare dalla vendita al dettaglio è stato solo dello 0,83%.

A Lecce chiudono Mondadori e La Cicogna (fiore all’occhiello della città in materia di abbigliamento per bambini), mentre aprono ristoranti e insalaterie.

Secondo una stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali e di un più 11 per le bancarelle, per cui chiudono i negozi nei centri storici delle città italiane, mentre aumentano, in particolare al Sud, gli ambulanti nella categoria della ristorazione, ovvero alberghi, bar e ristoranti.

In Italia, la situazione è questa secondo Confesercenti:  boutique di abbigliamento -20%, ferramenta e costruzioni -19,9%, macellerie -17%, oreficerie, profumerie -17,5% e librerie -17%.

L’e-commerce sembra a molti una vera e propria panacea contro tutti i mali perché è in crescita costante: dal 2012 è cresciuto di circa un punto percentuale all’anno, determinando la creazione di nuovi scenari economici che si pensa sconvolgeranno le nostre abitudini quotidiane.

Volendo tracciare un primo quadro provvisorio della situazione, potremmo sintetizzare che commercio ambulante e on line stanno prendendo il sopravvento sul commercio tradizionale.

E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Oggi i consumatori sono alla ricerca spasmodica di un brand che contraddistingua il proprio essere e, nel contempo, di un assortimento pressoché infinito, prezzi competitivi, negozi sempre aperti, consegne veloci, assistenza post vendita super efficiente.

Allora qual è la soluzione?

Tutti i negozi devono chiudere e trasformarsi in E-Commerce?

La risposta è NO!
L’E-Commerce non risolve i problemi, anzi li complica!

Sento commercianti e imprenditori che, dalla sera alla mattina, pensano di risolvere i propri problemi aprendosi al mercato on line.

La verità è anche l’E-Commerce è uno strumento come un altro che funziona solo se il tuo prodotto:

» piace,
» è proposto al più basso prezzo di tutti,
» è utile
» è sorretto da un brand riconosciuto.

Prima di aprire un sito di vendita on line, sono altre le considerazioni da fare.

Aprirsi al mercato on line vuol dire fare un salto nel buio se non prendi in considerazione almeno i seguenti aspetti:

Primo di tutto, devi tener conto che se vendi roba di altri, devi passare intere giornate ad adeguare tutti i prezzi del tuo catalogo in base alle oscillazioni di mercato.

Praticamente è come lavorare in borsa.

Per cui, se non disponi di tempo o di personale a sufficienza, non potrai monitorare costantemente il mercato e quindi correrai il rischio di non vendere.

L’E-Commerce è costoso se vendi prodotti di altri.
Non tanto per la realizzazione del sito web e per la sua indicizzazione sui motori di ricerca.
E’ costoso perché devi mettere in piedi una macchina in grado di:

» verificare quotidianamente il prezzo del prodotto in Italia e all’estero
» adeguare ogni giorno il proprio listino
» garantire consegne veloci ed efficienti, compresa la gestione del reso
» organizzare efficacemente il servizio di pre e post vendita
» rispondere entro poche ore (24/24H) a tutte le richieste
» fronteggiare gli attacchi della concorrenza
» essere disposto a dialogare con ciascun cliente acquisito anche dopo la conclusione della prima vendita
» garantire un incremento progressivo della redditività d’impresa anche in presenza di continue promozioni.

L’E-Commerce può rivelarsi un vero e proprio fallimento.

Si, hai letto bene: può rivelarsi un fallimento se nel mercato ci sono altre aziende come la tua che propongono gli stessi articoli.

La guerra del prezzo produce morti e feriti.
Prima o poi, dovrai smettere di fare sconti perché non starai guadagnando nemmeno un euro.

Questo è molto chiaro, concordi?

A differenza del mercato tradizionale, on line le cose vanno  molto diversamente perché gli utenti possono sapere in tempo reale e senza alzarsi dalla sedia qual è il prezzo più basso per ogni dato articolo.

Pertanto, la vera salvezza non è l’E-Commerce ma il fatto di ragionare strategicamente da VERI IMPRENDITORI, ritagliandosi una nicchia in cui innovare con soluzioni e prodotti originali e indisponibili fino a quel momento.

Quali sono i passi da fare per costruire un’offerta commerciale in grado di farti vendere e a guadagnare?

Punto primo: focalizzati su bisogno/desiderio/paura di mercato
Ovvero anziché essere uno dei tanti, copia delle copie di altri business, questi negozi e aziende hanno analizzato il mercato fino a comprendere a fondo quali fossero i loro bisogni, desideri e paure. Non c’è un modo differente di iniziare.

Punto secondo: distinguiti!
In una città dove ci sono decine di negozi copie falsate di altri dello stesso settore, la via d’uscita strategica è puntare sull’unicità, ovvero sul proporre qualcosa che non c’è nemmeno on line. O comunque, qualcosa che non può essere venduto da un altro a meno di 20 km e che non può essere proposto nei vari canali E-Commerce.

Punto terzo: crea un brand della tua offerta
Non si può pensare di aprire un’attività chiamandola “Ciccio Luci, calzolai dal 1802” o con i tristi acronimi tipo “C.R.P. srl”. Almeno non qui, non adesso. C’è bisogno di focalizzare sulla risposta ad un preciso bisogno. Per cui il brand deve contenere la sintesi di quel soddisfacimento. Il resto non vuol dire nulla. A meno che tu non sei Ferrari, Benetton et similia, aprire un’attività con 50.000€ in tasca e pensare di sfondare al pari di uno di quei nomi altisonanti è DA PAZZI AUTENTICI!
Se non hai soldi, se non hai budget, l’unica strada che puoi seguire è il soddisfacimento di un bisogno. Il resto è follia pura.

Punto quarto: specializzati!
Se hai un problema serio ad una parte del tuo corpo, a chi ti rivolgi? Al medico generico o allo specialista?
Se possiedi un’auto nuova di un certo valore, in caso di un problema al motore, a chi ti rivolgi? Al meccanico generico o all’officina specializzata per la auto?
Se il tuo bambino ha un problema di salute, a chi ti rivolgi? Ad un medico generico o al pediatra?
Come nella vita, così è nel mondo del Business.
Per risolvere i propri problemi o soddisfare i propri desideri, chi ha potere d’acquisto cerca lo specialista, non un commerciante generico.
Se vuoi fare il salto di qualità, fai in modo da essere o diventare presto uno specialista.

Punto quinto: costruisci una strategia 
Se credi che fare marketing significhi aprire una pagina Facebook, fare pubblicità in TV o sui giornali o, peggio, in qualche cosa tipo Groupon, allora sei fuori strada. Quelle cose là significano solo una cosa: che non hai capito niente e che devi ricominciare da capo.
Il Marketing è invece un sistema scientifico che ti porta a vendere abbastanza per coprire le spese, pagare i dipendenti, metterti qualcosa in tasca e creare un fondo per i futuri investimenti. Fare marketing significa analizzare il mercato e disegnare una strategia che poi metterai in atto con gli strumenti più adatti al tuo budget.

Punto sesto: non fare sconti a nessuno
Indipendentemente dal fatto sei hai aperto da poco un’attività o sei nel commercio da anni, gli sconti tolgono soldi dalla tua tasca. Si, ogni volta che fai anche un piccolo sconto, stai letteralmente togliendo dei soldi dal tuo conto corrente per regalarli a qualcuno. Perciò, se pensi di attirare nuovi clienti facendo sconti, stai praticamente svuotando il tuo conto corrente per regalare i tuoi soldi ad un po’ di gente in giro.
Gli sconti si fanno quando non hai più speranze, cioè ad un passo dalla chiusura.
Solitamente si fanno sconti e battaglie di prezzi quando non si ha più nulla da dire, cioè quando vendi la medesima roba che vendono gli altri e non c’è motivo per acquistare da te o altrove.
Non te ne uscire con le solite menate tipo professionalità, qualità, servizio perché con me non attacca. Queste sono cose che puoi dire a chi non conosce le regole del gioco.

Punto settimo: coltiva i clienti come se fossero fiori
Ogni volta che trascuri un cliente, qualcun altro sta lavorando per prenderselo.
Quindi ogni cliente trascurato è un cliente perso.
Per riprendertelo, dovrai spendere il doppio in termini di tempo, pubblicità e promozione per accaparrartelo nuovamente.
Perciò, ogni volta che conquisti un cliente nuovo, fai in modo da mantenere con lui un legame continuo. Non esistono solo le card, i punti premio, Facebook e What’s up. I clienti vanno curati con forme anche tradizionali che lo facciano sentire sempre un po’ speciale.

Il fenomeno dell’E-Commerce è un’opportunità per tutti, ma NON basta realizzare un bel sito web e riempirlo di prodotti.

Perciò, per prima cosa, devi rispettare tutti e sette punti che ho elencato sopra.
Se non rispetti anche solo uno di quei punti, la tua azienda non funziona o funziona male.

Secondo: pensa da produttore e non da commerciante.

Se possiedi un negozio che vende elettrodomestici, ogni volta che il tuo cliente compra da te qualcosa e lo porta a casa, non si affeziona a te ma alla marca di quel prodotto.

Faccio un esempio: se entro nel tuo negozio e compro un televisore Sony, in casa mia non ci sarà la tua marca o il tuo brand ma qualcosa che è di Sony.
Quindi, stai lavorando per Sony.
E se lavori per più marchi, le cose stanno ancora peggio.

Devi puntare a generare un tuo brand.

E tutto quello che vendi deve essere meno importante del tuo stesso brand.
Questo vuol dire che i clienti devono entrare nel tuo negozio non per il prodotto di altri ma per il fatto che tu sei differente. Differente non solo per qualità, ma per il fatto di riuscire a risolvere problemi o a soddisfare desideri meglio di tutti.

Terzo: senza budget, non si va da nessuna parte.

Se non hai denaro da investire in marketing, puoi inventare tutto quello che vuoi, ma ci sarà un altro con più soldi di te che si prenderà tutto il mercato.

Quindi, prima di aprire un’attività, procurati denaro a sufficienza per investire correttamente nel marketing.

Quarto: non affidare le attività di marketing a nessuno che non possa offrirti PRECISE GARANZIE DI RISULTATO.

Queste garanzie non vanno date a parole ma messe regolarmente per iscritto, esattamente come faccio io ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/garanzia-di-risultato-per-diventare-imprenditori-di-successo-in-12-mesi/

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Da piccolo chiosco a struttura turistica: l’incredibile storia di un padre e un figlio

Per anni hanno dormito in auto: Aldo e Alberto raccontano la loro incredibile storia tra solitudine, burocrazia, sconfitte e tanta voglia di farcela

Questa è la storia di due generazioni di imprenditori.
Due uomini che non hanno mai mollato.
E che oggi vantano una struttura turistica di successo sul mare tra le più apprezzate in Puglia: El Cohiba 59, a Marina di Pulsano, circa venti minuti da Taranto.

Questa incredibile storia si perde nella notte dei tempi, quando Aldo era ancora un bambino e Alberto un giovane che girava il mondo per realizzare un sogno fatto di originalità, bellezza e coraggio.

Nel 1993, il posto dove oggi sorge questa struttura turistica di successo era un semplice parcheggio, all’interno del quale c’era un piccolo chioschetto di fronte al mare.

Si chiamava Il Bagaglino.
Qui si friggevano i panzerotti più buoni della costa jonica fino a tarda notte.

Erano tempi durissimi per Aldo e Alberto.
Pur di realizzare i loro sogni, erano disposti a dormire in auto, anche con il freddo d’inverno.

Ma non hanno mai mollato.

L’idea di una struttura turistica di successo era ben delineata nella mente di Aldo e Alberto che, contando solo sulle proprie forze, iniziarono a dar vita anche ad una piccola gelateria.

Dopo 10 anni di duro lavoro, il piccolo chiosco sul mare cominciò a trasformarsi in un modesto stabilimento balneare,  con 1200 mq di spiaggia attrezzata.

Mentre il piccolo Aldo cresceva, Alberto continuava a girare il mondo per raccogliere idee e per arrotondare le scarse entrate economiche.

Fu proprio durante uno dei suoi lunghi viaggi che, attraversando il Brasile e passando per Cuba, L’Havana e il Messico, Alberto trasse ispirazione per dar vita alla sua struttura turistica di successo!

Fu così che nacque El Cohiba che, con gli ultimi soldi a disposizione, iniziò a trasformarsi in uno dei più prestigiosi punti di ritrovo per chi era alla ricerca di un posto speciale ove sorseggiare un drink o degustare le prelibatezze della cucina mediterranea.

Nel frattempo, Il Bagaglino cedette la denominazione in favore di un più suggestivo El Cohiba 59, in memoria di un indios che nel 1959 combattè per l’indipendenza di Cuba.

Oltre agli oltre 10.000 mq di spiaggia e stabilimento balneare, El Cohiba 59 è ora anche ristorante, pizzeria e gelateria artigianale con arredi ispirati agli anni cubani 40 e 50 che danno vita ad un’atmosfera piacevole ed insolita impreziosita dalla straordinaria vista sul mare.

Tra i progetti in cantiere vi è la creazione di un Resort con annesse case mobili di ultima generazione eco compatibili, area camper, servizio navetta, area artigianale espositiva, centro benessere e B&B.

Un Marketing d’eccezione ne ha focalizzato le attività e gli ambienti completamente ispirati alle atmosfere cubane.

Proprio il corretto marketing è stato al centro di una grande opera di progettazione che ha prodotto quello che oggi è un sogno realizzato.

Non un marketing fatto di pubblicità e depliant colorati, ma uno studio attento del mercato, dei concorrenti, dei bisogni e dei desideri, una proposta di valore scientificamente calibrata sulla domanda e una focalizzazione incentrata sul target.

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