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Come intercettare solo clienti realmente interessati ed evitare i perditempo

Ecco svelato l’unico modo per intercettare solo clienti realmente interessati per evitare di buttare soldi in pubblicità inutili e costose

Conosco il tipo di sensazione che si prova quando, dopo tanti soldi spesi a fare pubblicità e marketing per mesi, continui a ricevere tanti contatti ma solo pochissimi di questi poi sono disposti ad acquistare da te.

E conosco altrettanto significa continuare a chiedersi come intercettare solo clienti realmente interessati nonostante hai già speso un sacco di soldi in marketing e pubblicità che però si sono rivelate completamente inutili o quasi.

La realtà è molto triste, perché, da un lato, ci sei tu che continui a spendere soldi a destra e a manca nel tentativo mai ultimo di primeggiare sui mercati e di battere la concorrenza. E, da un altro lato, paghi un sacco di soldi a sedicenti esperti di marketing che, però, l’unico risultato che ti portano è un bellissimo sito web, una stupefacente brochure ma risultati zero!

Così, la prima cosa che passa per la testa è che la colpa dei venditori.

Niente di più sbagliato!

I venditori non c’entrano nulla.
A loro è affidato il compito di trasformare i desideri del cliente in realtà.
Non spetta ai venditori convincere i clienti a comprare da te.

E’ il marketing che deve occuparsi di portare nella tua azienda clienti realmente interessati e che poi i venditori trasformeranno in fan accaniti in grado di generare altri clienti!

Il problema è tutto nella comunicazione sbagliata che continui a fare con un marketing che funzionava solo in tempi di vacche grasse, dove bastava un volantino per riempire i negozi di clienti.

Allora, visto che anch’io sono un imprenditore come te, ho deciso che è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza e di aiutarti a capire come intercettare solo clienti realmente interessati e tenere ben lontani i classici perditempo a caccia di preventivi.

Il primo mito da sfatare è che fare pubblicità serve a farsi conoscere.
Questa è la tipica frase con cui i pubblicitari ti convincono a ceder loro i tuoi soldi.

In realtà, il vero scopo di fare pubblicità è quello di vendere.

Tu ora dirai: ma come faccio a vendere se prima non mi faccio conoscere?

E’ proprio questo il punto: non devi fare pubblicità se prima non hai messo a punto una STRATEGIA in grado di essere percepito dai tuoi potenziali clienti come l’unico in grado di soddisfare i loro bisogni e realizzare i loro desideri.

Devono percepirti come UNICO, non come uno fra tanti.. ti sia chiara questa cosa perché è alla base di tutto!

Se le persone non ti percepiscono come unico, si sentono in diritto di farti perdere un sacco di tempo in informazioni, preventivi, ecc, togliendoti tempo e soldi visto che stai sprecando le tue energie.

Secondo mito da sfatare: fare gli sconti per intercettare solo clienti realmente interessati.

ERRORE MADORNALE!

Mai fare sconti se non rientrano in un preciso DISEGNO STRATEGICO AZIENDALE finalizzato a far spendere ad ogni clienti il triplo di quanto avevano in mente di spendere, nonostante la concorrenza faccia prezzi sempre più bassi!

Terzo mito da sfatare: fare i prezzi più bassi dei concorrenti per strappare loro nuovi clienti che poi spenderanno di più, man mano che li conosci!

ALTRO ERRORACCIO!

I clienti che spendono poco difficilmente cambieranno idea.

Per cui, se attiri clienti che vogliono spendere il meno possibile, metterai nella tua azienda unicamente un popolo di capre interessate solo ai tuoi prezzi che dovranno mantenersi rigorosamente il più possibile bassi.
Se tenterai di alzare i prezzi in seguito, loro inizieranno a parlar male di te anche se la qualità dei tuoi prodotti e servizi è tendenzialmente la più alta del mercato.

Quindi meglio evitare!

L’UNICO MODO PER INTERCETTARE SOLO CLIENTI REALMENTE INTERESSATI è quello di porre in atto una strategia DIFFERENZIANTE che attiri a te solo le persone desiderose di fare il passo verso l’acquisto di ciò che proponi senza chiedere sconti o altro.

Tutto chiaro?

Starai sicuramente pensando che la prima cosa da fare è quella di chiamare il tuo pubblicitario per dirgli di rifare il sito web, le brochure o interamente le campagne.

NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!

Il problema infatti non sono le grafiche o il sito web, ma la STRATEGIA che sta alla base del processo commerciale che trasforma semplici contatti in CONTRATTI!

Spero che questo ti possa aiutare a vedere cosa ti stai perdendo.

Se vuoi intercettare solo PERSONE REALMENTE INTERESSATE A QUELLO CHE PROPONI E QUINDI DISPOSTE SUBITO AD ACQUISTARE, devi cambiare STRATEGIA DI MARKETING.

La strategia che consigliamo è quella contenuta nel nostro sistema IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI, una formula altamente differenziante, riservata solo agli imprenditori che vogliono davvero diventare leader nel proprio settore!  

Se sei un imprenditore disposto a mettersi completamente in discussione e hai voglia di spaccare il mondo diventando l’unico punto di riferimento nel tuo settore, allora INIZIA DA QUI [clicca].

ATTENZIONE!! Il sistema Imprenditori di Successo non è adatto per i commercianti in franchising e a coloro che si ostinano a vendere con brand altrui.

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3 mesi che spendi un sacco di soldi in pubblicità e di nuovi clienti nemmeno l’ombra?

Ho sempre avuto grande rispetto per chi fa l’imprenditore, per questo ho deciso di svelarti quello che nessuno ha il coraggio di dirti pur di continuare a guadagnare alle tue spalle fino a che non ti avrà spolpato per bene

Se sei un imprenditore o un commerciante, sai bene quant’è doloroso rendersi conto che spendi un sacco di soldi in pubblicità e di nuovi clienti nemmeno l’ombra.

Capisco bene quanto sia difficile fare il mestiere del commerciante o dell’imprenditore e so quanti sacrifici si facciano dalla mattina alla sera per continuare a garantire gli stipendi ai dipendenti e i pagamenti ai fornitori.

E tutto questo mentre devi pure cercare di combattere tanti concorrenti sleali che tentano ogni giorno di copiarti o di rubarti qualche cliente in più con le solite tecniche di fare un prezzo più basso del tuo e promettendo mari e menti.

So come ci si sente.

Ed è proprio in questi casi che gli imprenditori più lungimiranti cercano di investire più degli altri, affidandosi a gente all’apparenza competente ed esperta.

Così può capitare di affidarsi a sedicenti professionisti del marketing per realizzare un nuovo sito web o una campagna pubblicitaria su Google, sui social o tramite le tradizionali affissioni, spot in Tv o Radio, volantini, ecc ecc

Ultimamente va di moda investire sul web, perché i più squallidi e finti professionisti del marketing ti hanno ripetuto a memoria la classica storiella tipo “la gente sta sempre giù con la testa sul cellulare tra Google, Facebook e Instagram, per cui è qua che devi investire”.

C’è persino gente che ha il coraggio di sfilarti 1000 € al mese per farti un sito nuovo e posizionarti sui motori di ricerca con campagne di web marketing ad hoc.

Così, dopo 3 mesi che ti sei accorto che spendi un sacco di soldi in pubblicità e di nuovi clienti nemmeno l’ombra, cerchi di chiedere al sedicente professionista qualche spiegazione.

Il più furbo di tutti ti risponde che è normale e che non devi mollare ed anzi devi continuare ad investire perché prima o poi vedrai i risultati.

Nel frattempo, l’unico risultato è che, ad essere sempre di soldi, sono le SUE TASCHE….

Allora, visto che in giro ci sono “troppi scienziati con i soldi degli altri”, ho deciso di venirti incontro e di aiutarti a capire come correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Se hai la sfortuna di trovarti in una delle condizioni per cui spendi un sacco di soldi in pubblicità e di nuovi clienti nemmeno l’ombra, il problema non è tuo ma del tuo consulente che non è stato capace di metterti risultati sul piatto già dal primo mese.

Non è un problema di strumenti ma di mancato allineamento di ciò che proponi con il mercato di riferimento.

Mi spiego meglio.

Ci sono leggi del mercato che nessuno può confutare.
Queste leggi governano il mondo e non c’è marketing che tenga. Anzi il marketing dovrebbe proprio adattare la strategia della tua azienda a queste leggi.

Specie in epoche come questa, in cui i mercati di tutto il mondo si stanno evolvendo secondo nuove direttrici dell’economia e la forbice tra ricchi e poveri è sempre più evidente, devi decidere a quali bisogni dirigere la tua offerta.

Questo presuppone che, prima di attivare qualunque strumento di marketing, tu abbia preventivamente esplorato il mercato di riferimento e colto i bisogni in esso insiti.

Non c’è pubblicità che tenga se la tua azienda non è allineata correttamente con i bisogni delle persone target a cui si rivolge.

Cioè, non è questione di fare la pubblicità carina, il logo bello, la campagna marketing avvincente o la grafica creativa: se ti stai rivolgendo alle persone sbagliate con l’offerta errata e un marchio non correttamente posizionato, è meglio stare fermi che gettare soldi dalla finestra.

Hai presente quando si dice di voler vendere ghiaccio agli eschimesi?
Ecco, stiamo parlando di questo.

Ti faccio un ulteriore esempio: se ti ostini a proporre carne alla brace ad un mercato di vegetariani, è proprio difficile che riesci ad ottenere una risposta soddisfacente in termini di vendite, semplicemente perché stai sbagliando target e tipo di offerta.

Chiaramente questo è solo un esempio banalissimo ma ti serve per capire come orientare correttamente una strategia per fare in modo che funzioni.

Queste cose non te le può dire chi si occupa di web marketing, perché lui capisce tutto di algoritmi, seo e posizionamento sui motori di ricerca ma in vita sua non ha mai studiato una mazza di tecniche commerciali. Soprattutto, quello che lui ti vuole vendere è il proprio servizio, non la soluzione ai tuoi problemi.

E questo vale per chiunque ti venda pubblicità.

Prima di decidere quali strumenti utilizzare, devi capire come acquisire nuovi clienti realmente interessati alla propria offerta in maniera tale da generare un flusso di cassa adeguato alle proprie necessità di conquistare nuove quote di mercato o di incrementare la redditività dei propri investimenti.

 

Detto in modo più chiaro, devi ideare una strategia che ti renda:

  • diverso,
  • particolare,
  • unico,
  • irripetibile.

La missione è differenziarsi piuttosto che clonare e abbassare i prezzi (a meno che non si voglia chiudere).

PERCHÉ NON DEVI FARE “PUBBLICITÀ”

 

La pubblicità, intesa come passaggio su un media come appunto radio, giornali o televisione locale tende a comunicare in ordine questo messaggio:

  • Esistiamo/Stiamo aprendo
  • Che “tipo di cucina” facciamo
  • Dove siamo
  • Veniteci a trovare

Fine.

In pratica la pubblicità ha ancora lo scopo di “farsi conoscere”, far sapere alle persone che esistiamo e dove siamo.

Sbagliato!

Farsi conoscere non è assolutamente rilevante quando non si ha una precisa strategia in mente che ci conduca dritti verso l’obiettivo che non è tanto vendere, quanto invece assicurarci un determinato flusso di cassa in grado di garantirci futuri investimenti e guadagni all’altezza.

L’imperativo per ogni imprenditore è acquisire nuovi clienti o, se preferisci, TOGLIERE CLIENTI ALLA CONCORRENZA, spiegando concretamente loro perché debbano venire da loro, invece che andare altrove o non acquistare.

Quindi, prima di aprire o pubblicizzare un’azienda, ogni imprenditore dovrebbe chiedersi:

  • Che problema possiamo risolvere meglio di chiunque altro?
  • Cosa possiamo offrire che nessun altro ancora offre?
  • Su cosa ci possiamo focalizzare?
  • Per che target di clientela possiamo diventare un punto di riferimento e per quale motivo?

Le domande sono identiche a prescindere dal tipo di aziende che si ha o che si vuole aprire.

Occorre scegliere la nostra idea differenziante rispetto ai nostri concorrenti diretti e indiretti e cominciare a utilizzarla nei canali di marketing che sceglieremo per farci trovare dai nostri clienti.

E’ su quell’idea differenziante che dobbiamo puntare, non sul tipo di pubblicità da fare.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

Se anche tu spendi un sacco di soldi in pubblicità e di nuovi clienti nemmeno l’ombra, allora scopri come risolvere questo problema e finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DI RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

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I piccoli imprenditori, spina dorsale del Paese, eroi dimenticati, possono resistere ancora a lungo?

C’è il rischio che scoppi una nuova crisi ancora più devastante perché questi piccoli imprenditori combattono ogni giorno una burocrazia elefantiaca, un fisco vessatorio e uno Stato assente. L’unica via d’uscita è rivedere la propria strategia che parte dai bisogni, dai desideri e dalle paure del mercato

La pressione fiscale per le imprese ha ormai superato il 60%.

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che lo Stato è diventato socio di maggioranza di ogni azienda italiana.
Peccato però che questo “socio di maggioranza” lo è fintanto che le cose vanno bene e abbandona il caro alle prime difficoltà.

Nella migliore delle ipotesi, nei momenti più duri, questo Stato ringrazia le aziende che ogni giorno contribuiscono a far crescere il Pil con una bella cartella di Equitalia.

Per completare meglio l’opera, lo Stato italiano ripaga gli sforzi profusi dai piccoli imprenditori con una bella carenza di infrastrutture, una scarsissima politica energetica e una quasi totale assenza di incentivi ad assumere giovani e meno giovani nel tentativo mai ultimo di rafforzare la propria competitività.

I piccoli imprenditori sono una colonna portante del sistema economico italiano.

Quasi il 67% delle nostre esportazioni e il 62,5% del valore aggiunto prodotto nel 2013 ha fatto capo proprio a medie imprese, spesso non quotate in Borsa e in massima parte collocate nel Nord-Est e nel Centro Italia (dati Mediobanca e Unioncamere).

Le piccole e medie imprese (Pmi), ovvero le aziende con meno di 250 dipendenti, costituiscono a pieno titolo la spina dorsale dell’economia italiana, rappresentando infatti il 99,9% delle imprese della penisola, l’80% dell’occupazione e il 67% del valore aggiunto, tra le quote maggiori dell’area Ocse.
E’ quanto emerge da uno studio dell’Ocse dedicato alle Pmi italiane.

Fatto sta che, nonostante questi piccoli imprenditori siano la spina dorsale del Sistema Italia, non vi è ancora oggi alcuno spiraglio circa la tanto attesa svolta attraverso cui i mercati possano tornare a rifiorire sul tema della competitività e della vera crescita.

Girando per l’Italia e discutendo con tanti imprenditori impegnati nei vari comparti dell’economia (turismo, manifattura, commercio, artigianato, ecc), parrebbe di trovarsi in uno dei peggiori Stati d’Europa, in cui l’assenza delle infrastrutture, il peso del fisco e l’assillo dei mercati emergenti contrastano pesantemente qualsiasi nuovo slancio.

In effetti, capisco e mi metto nei panni di questi tanti piccoli imprenditori che si sentono sempre più soli e abbandonati da uno Stato pressocché assente e appesantiti da una politica internazionale che non è in grado di controllare il peso del libero mercato, specie quando quest’ultimo cede il passo alla concorrenza sleale.

E capisco anche tutti coloro cerchino di farsi spazio sul panorama internazionale, salvo poi ritirarsi sotto i colpi di un Made in Italy che non è più quello di una volta, cioè credibile e autorevole.

Ma c’è un momento in cui bisognerebbe fare ogni tanto i conti con la propria coscienza e chiedersi come mai ci siamo ridotti così.

Non penso assolutamente che tutta la colpa sia da imputare alla cattiva politica che comunque ha le sue grosse fette di responsabilità.

Credo invece che il problema sia da imputare a quegli stessi piccoli imprenditori che, nel tentativo di uscire dallo stallo, finiscono con il copiare i modelli di successo di altri colleghi, saturando l’offerta e innescando continue guerre di prezzo al ribasso.

Si prenda il caso dei commercianti ad esempio: un grande esercito di imprenditori specializzati nello scambio di merci e servizi che si ostinano a volersi imporre sul mercato aprendo negozi che non sono il risultato di una ricerca del nuovo e del necessario, ma un atto di assoluta presunzione figlia dei peggiori scenari commerciali anni 80.

Si continuano ad aprire bar, pizzerie, ristoranti, negozi e centri scommessa solo per assecondare una propria passione o per dare seguito ad un’apparente mancanza di alternative.

Il risultato è che questo tipo di negozi apre e chiude con la stessa velocità di un tornado, inducendo al pensiero negativo secondo cui il commercio non funziona più e che in giro non ci sono soldi, che c’è crisi e che la gente non esce più da casa.

La verità è un’altra: da troppo tempo, si è smesso di studiare.

Se così non fosse, in tanti si sarebbero accorti del fatto che da tempo in Italia non si innova più, non si produce più e soprattutto non si ascolta più il mercato.

Mi spiego meglio.

Il mercato è alla ricerca di un continuo equilibrio tra domanda e offerta.
Quando l’offerta è maggiore della domanda, i prezzi si abbassano per stimolare i consumi.
Quando la domanda è maggiore dell’offerta, i prezzi si alzano per sfruttare la congiuntura favorevole, massimizzare i guadagni e gli investimenti volti a soddisfare le richieste.

In questi anni viviamo un’epoca in cui l’offerta è spesso maggiore della domanda.
E non in quanto sia aumentata la povertà, ma perché sono rimaste inascoltate le esigenze di un mercato che negli ultimi 10 anni si è evoluto in maniera completamente opposta a come ci si era organizzati.

Così ad esempio, in molte città si è costruito case all’inverosimile perché sembrava che la popolazione dovesse crescere ai ritmi della Cina e invece i risultati dicono il contrario: il numero di case disponibili è di gran lunga superiore alle necessità abitative.

Così i prezzi sono crollati, con buona pace di chi non ha capito nulla di quanto stesse accadendo.

Basta guardarsi intorno per capire che molta gente ad esempio acquista su Amazon anziché nel negozio fisico. E non perché il negozio sotto casa avesse i prezzi più alti, ma per il semplice motivo che poter scegliere tra molta più merce referenziata e poterla restituire gratis se non di proprio gradimento anche dopo venti giorni resta più comodo rispetto al fatto del doversi mettere in macchina, trovare parcheggio, rischiare di essere rapinato, perdere mezza giornata e di non trovare quello che aggrada.

E’ solo una questione di bisogni, desideri e paure.

Se si tornasse a studiare il mercato guardando a questi 3 fattori, i piccoli imprenditori si sentirebbero molto meno vessati da uno Stato comunque assente e che si ricorda di loro solo quand’è il momento di battere cassa.

Dunque, quali sono i passi da compiere per evitare di fare la fine di tanti piccoli imprenditori che hanno chiuso i battenti?

Punto primo: STUDIA BISOGNI DESIDERI E PAURE DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Prima di aprire un negozio o un’azienda, chiediti di cosa ha bisogno la gente. E per ognuna di quelle persone, chiediti che età abbiano in media, quali caratteristiche abbiano i loro comportamenti d’acquisto e cosa non riescono a trovare che il mercato già non offra

Punto secondo: FAI QUALCOSA CHE NON C’E’ GIA’ E CHE RISPONDE ALLO STUDIO CHE HAI FATTO NELL’AMBITO DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Distinguiti per non estinguerti. Evita di fare qualsiasi cosa già esista. Evita di proporre prodotti e servizi che non siano già proposti da qualcun’altro. Commettere l’errore di pensare che tu proporrai un prodotto o un servizio migliore ma ad un prezzo più basso è lo stesso processo mentale che porta un uomo a suicidarsi.

Punto terzo: SMETTILA DI VENDERE ESCLUSIVAMENTE LA MERCE PRODOTTA DA ALTRI E INVENTA QUALCOSA CHE SIA SOLO E SOLTANTO TUO ANCHE SE NON SEI UN PRODUTTORE
Anche se vendi merce che non produci materialmente tu, trova il modo di personalizzare l’offerta con un marchio di tua esclusiva proprietà che ne contraddistingua il metodo, la stessa proposta e i vantaggi che ne derivano

Punto quarto: SPECIALIZZATI IN UNA SPECIFICA NICCHIA PRIMA CHE LO FACCIANO I TUOI CONCORRENTI
Non cercare di fare tutto, ma preoccupati di fare benissimo una singola cosa. In questo modo comunicherai la certezza di essere l’unico capace di risolvere specifici problemi. I tuttologi non ha mai avuto successo.

Punto quinto: ELABORA UNA STRATEGIA PER DIVENTARE LEADER ASSOLUTO NEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Non devi mai limitarti ad essere un’alternativa. Devi essere l’alternativa indiscussa e assoluta nel tuo mercato. Devi essere il leader. Capirai di esserlo diventato quando tutti cercheranno di imitarti.

Punto sesto: ANTICIPA I CAMBIAMENTI
Studiando il mercato, sarai in grado di capire cosa manca per soddisfare specifici bisogni, desideri e paure. Quando Ford introdusse la prima auto, la gente usava ancora i cavalli ma era sentita l’esigenza di viaggiare in maniera più confortevole e veloce.

Punto settimo: COLTIVA I CLIENTI COME SE FOSSERO FIORI
Ogni volta che trascuri i tuoi clienti è come se non annaffiassi le tue piante. Il risultato è che appassiscono.

INFINE:

Punta a generare un tuo brand.

Comunica il tuo valore attraverso un marchio differenziante.

Fissa precisi obiettivi sia nel breve che nel lungo termine

Lavora per ottenere risultati già dal primo mese di attività.. quando un business funziona, i risultati si ottengono subito.

Procurati sufficiente budget per comunicare con il tuo mercato di riferimento

Se non hai sufficiente budget da investire in marketing, puoi inventare tutto quello che vuoi, ma ci sarà un altro con più soldi di te che si prenderà tutto il tuo mercato.

Se anche tu vuoi evitare di fare la fine di tanti commercianti che offrono più o meno gli stessi prodotti e servizi e hai deciso di mettere in atto i progetti di una vita senza correre il rischio di affidare le tue idee al vento, allora clicca sul seguente link e scopri come puoi finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DEL RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

 

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Come acquisire nuovi clienti senza fare pubblicità inutile e costosa

Acquisire nuovi clienti e fare in modo che tornino quanto più spesso possibile e invitino i propri amici a fare la stessa cosa dovrebbe essere la prima delle priorità di ogni imprenditore: qui ti spiego in maniera semplice e diretta come riuscirci senza perdere tempo e soldi in inutili operazioni pubblicitarie

Portare avanti un’attività imprenditoriale presuppone una grande capacità di trovare e trattenere nuovi clienti il più a lungo possibile.

Intendo dire che il problema di ogni imprenditore non dovrebbe stare tanto nel migliorare al massimo quello che si offre (il che comunque dovrebbe essere già assodato), quanto invece nel riuscire a togliere quanti più clienti possibili ai concorrenti.

L’esempio classico è quello di McDonald’s che non serve certamente il miglior cibo del mondo ma riesce a sviluppare un volume di affari maggiore rispetto alla trattoria media italiana, proprio grazie al marketing.

Questo non significa che, per portare avanti un’azienda, si debba proporre prodotti schifosi purché si sappia acquisire clienti.

Significa che gestire un’azienda è qualcosa di più complesso del fatto di produrre o vendere una serie di prodotti o servizi.

La convinzione erronea che: “Basta aprire, dare un buon prodotto o servizio, fare prezzi onesti e la gente verrà”, è probabilmente la causa di fallimento più importante sia per tutte le aziende già aperte che di quelle che vorranno aprire una.

Vediamo insieme come uscire da convinzioni erronee e diventare imprenditori di successo grazie al marketing.

COME TROVARE NUOVI CLIENTI

La maggior parte degli imprenditori che gestisce o apre un’azienda, anziché occuparsi di capire come acquisire nuovi clienti realmente interessati alla propria offerta in maniera stabile tale da generare un cash flow degno di tale nome, trascorre il 90% del proprio tempo a pensare come risolvere 5 principali problemi:

  1. Trovare i giusti prodotti da vendere al prezzo giusto
  2. Cercare qualche venditore che gli piazzi i prodotti sul mercato
  3. Trattare con i fornitori per allungare quanto più possibile i tempi di pagamento
  4. Incontrare il direttore di banca per superare certi problemini di natura finanziaria
  5. Capire dove e come fare pubblicità per farsi conoscere.

Facendo un parallelismo con i genitori di un ragazzo, è come se il madre o la madre, anziché occuparsi di come fare in modo che i propri figli crescano nella maniera più sana e responsabile possibile, si preoccupassero solo di:

  • quale marca debbano essere i vestiti, i pennarelli, le scarpe, ecc
  • ingozzarli di qualunque cosa pur di toglier loro la fame
  • acquistare quanti più libri possibili (senza pensare a quali siano i più adatti)
  • riempirli di giocattoli o cose del genere
  • non dire mai NO per evitare piagnistei e proteste
  • ecc ecc

In parole povere, spesso gli imprenditori si occupano di tutto tranne che della base su cui costruire la propria azienda e fare in modo che sia leader del suo mercato di riferimento.

E’ il caso ad esempio di tutti i ristoranti/pizzerie napoletane tutti ugualmente ammiccanti al Vesuvio, a Totò, a Maradona e alla città in genere senza che emerga una chiara distinzione rispetto a tutti gli altri.

Il problema di attrarre e acquisire nuovi clienti con dei margini interessanti rimane pressocché irrisolto e, in presenza di piccole o grandi congiunture economiche negative, l’unica arma di difesa rimane il prezzo o, al massimo, qualche prodotto in più dato in omaggio o in offerta speciale.

Detto in modo più chiaro, il compito di un imprenditore è quello di porsi sul mercato con una strategia che lo renda:

  • diverso,
  • particolare,
  • unico,
  • non già esistente

La missione è differenziarsi piuttosto che clonare e abbassare i prezzi (a meno che non si voglia chiudere).

PERCHÉ NON DEVI FARE “PUBBLICITÀ”

Quando ci si appresta ad aprire un’azienda o a risollevarsi da una crisi piccola o grande che sia, il pensiero corre subito a qualche forma di “pubblicità” da fare.

Quindi ci si informa un po’ in giro e in molti casi si finisce per comprare qualche passaggio sulla radio locale, o una mezza pagine sul quotidiano locale o sui quotidiani gratuiti di zona ecc… Nei casi più estremi, si ricorre ancora al mitico volantinaggio sui vetri delle macchine a casaccio in giro per la città, ai manifesti 6×3 o alla più classiche pubblicità su qualche testata giornalistica.

Il problema è che ciò che in Italia noi chiamiamo “Pubblicità” non è esattamente qualcosa che funziona.
Vediamo perché.

La pubblicità, intesa come passaggio su un media come appunto radio, giornali o televisione locale tende a comunicare in ordine questo messaggio:

  • Esistiamo/Stiamo aprendo
  • Che “tipo di cucina” facciamo
  • Dove siamo
  • Veniteci a trovare

Fine.

In pratica la pubblicità ha ancora lo scopo di “farsi conoscere”, far sapere alle persone che esistiamo e dove siamo.
Sbagliato!

Farsi conoscere non è assolutamente rilevante quando non si ha una precisa strategia in mente che ci conduca dritti verso l’obiettivo che non è tanto vendere, quanto invece assicurarci un determinato flusso di cassa in grado di garantirci futuri investimenti e guadagni all’altezza.

Senza una strategia di marketing ben precisa, ci si limita ad aprire un’azienda clone di altri mille già esistenti, osservando quello che fa la concorrenza e creare delle proposte che costino meno.

Per una micro-impresa, usare la leva del prezzo basso come strategia per stare sul mercato è un suicidio.

Il vero problema è che tranne “ho i prezzi più bassi”, chi apre un’azienda non fornisce nessun motivo ai propri potenziali clienti per scegliere lui invece che la concorrenza.

L’imperativo per ogni imprenditore è acquisire nuovi clienti o, se preferisci, TOGLIERE CLIENTI ALLA CONCORRENZA, spiegando concretamente loro perché debbano venire da noi, invece che andare altrove o non acquistare.

Spesso, l’unica ragione che spinge alcuni clienti ad acquistare dall’uno o dall’altro è quella del PREZZO.
Ed è proprio questo il problema!

In realtà, prima di aprire o pubblicizzare un’azienda, ogni imprenditore dovrebbe chiedersi:

  • Che problema possiamo risolvere meglio di chiunque altro?
  • Cosa possiamo offrire che nessun altro ancora offre?
  • Su cosa ci possiamo focalizzare?
  • Per che target di clientela possiamo diventare un punto di riferimento e per quale motivo?

Le domande sono identiche a prescindere dal tipo di aziende che si ha o che si vuole aprire.

Facciamo un esempio: abbiamo deciso che nella nostra zona manca un negozio di articoli sportivi come si deve.

Ecco, partiamo da una serie di domande e risposte che ci daremo da soli:

DOMANDA 1: PERCHÉ LE PERSONE VANNO O CERCANO UN NEGOZIO DI ARTICOLI SPORTIVI?
Le persone vanno o cercano un negozio di articoli sportivi perché:

Sono sportive ed è vicino a dove si trovano
Amano vestirsi in maniera sportiva
Sono dell’umore giusto per fare sport
Qualcuno in compagnia o in famiglia o tra i colleghi ha suggerito loro di sport
ecc…

DOMANDA 2: FAI UNA LISTA DI MOTIVI DEL PERCHÉ UNA PERSONA DOVREBBE SCEGLIERE TE RISPETTO AI RISTORANTI DIVERSI DAL TUO E ANCHE DAGLI ALTRI EVENTUALI NEGOZI DI ARTICOLI SPORTIVI
Sono già state da noi e gli siamo piaciuti
Siamo vicini a casa loro o al loro ufficio
Abbiamo un servizio più veloce rispetto ai ristoranti nelle nostre vicinanze
I nostri articoli sportivi sono più tecniche e specifiche rispetto a quelle degli altri negozi
Il venditore è uno sportivo professionista.
Abbiamo articoli specifici che nei negozi più “ordinari” non è possibile trovare, posizionandoci come “vero negozio di articoli tecnici sportivi”.
Offriamo un “bonus per l’acquisto di altri articoli complementari”.
Abbiamo un consulente specifico per ogni tipo di sport all’interno del negozio.
Offriamo un’esperienza premium ai nostri clienti
ecc…ecc…ecc…
E infine cerchiamo di scoprire come le persone dovrebbero entrare in contatto con noi o venire a conoscenza del nostro ristorante.

DOMANDA 3: COME CI TROVERANNO I NOSTRI CLIENTI?
Abbiamo la location in un punto di passaggio
Abbiamo la location in un centro commerciale
Vedranno uno dei nostri annunci su Google e su Facebook ogni volta che cercheranno un posto dove mangiare in zona
Riceveranno un coupon speciale dalle aziende e dai negozi con i quali abbiamo creato delle joint venture
Troveranno un invito speciale nella loro cassetta delle lettere sotto forma di salesletter/lettera di vendita
Ascolteranno un annuncio alla radio locale
ecc…

Fatto questo viene la parte più difficile. Cioè scegliere la nostra idea differenziante rispetto ai nostri concorrenti diretti e indiretti e cominciare a utilizzarla nei canali di marketing che sceglieremo per farci trovare dai nostri clienti.

E’ su quell’idea differenziante che dobbiamo puntare, non sul prezzo basso.

E dobbiamo abituarci all’idea di doverla comunicare, comunicare e comunicare ancora finché i clienti non cominceranno a entrare nel nostro negozio. Da lì in avanti, servirli nel migliore dei modi è ciò che li porterà a ritornare.

Prima di lanciarsi a decidere quale possa essere la nostra idea differenziante però, è necessario ripercorrere lo stesso esercizio almeno per i due negozi più vicini e più simili al nostro.

In questo modo, dando loro i meriti che hanno con onestà e imparzialità, si potrà scegliere in maniera precisa come “attaccarli” senza rischiare di diventare un clone o un doppione o peggio di usare un’idea differenziante che non può funzionare perché già usata.

Questa lista può includere:

  • Propongono articoli visti in Tv
  • Fanno personalizzazioni e si sa che la gente ama personalizzare le proprie cose
  • Hanno un assortimento più ampio del nostro
  • Hanno opzioni per ogni età
  • Sono molto più conosciuti di noi in zona con clientela affezionata da anni
  • Hanno locali più belli dei nostri o più adatti al loro target

FARE GLI IMPRENDITORI: CONSIDERAZIONI FINALI
Fare gli imprenditori è una delle attività che più danno stimoli e soddisfazioni rispetto ad essere semplici conto terzisti, ad esempio.

Un’azienda può avere infiniti significati, come

luogo in cui risolvere problemi,
luogo di aggregazione,
luogo per realizzare un desiderio,
luogo dove allontanare delle paure
luogo dove sentirsi e far sentire gli altri importanti, speciali
ecc…

Le strade che si possono percorrere per personalizzare la propria azienda e portarla al successo sono tante, l’importante è non cedere alla tentazione di intendere la propria offerta come la classica soluzione per  “risolvere un problema spendendo poco, a prezzi onesti e con una qualità accettabile”.

Soprattutto se ci sono già altri venti aziende in zona che hanno la stessa “missione”. Tutto qui.

In sintesi devi fare marketing a due pubblici differenti.

Per coloro che non ti conoscono e soprattutto agli inizi saranno la maggioranza, devi fare un marketing specifico per incoraggiarli a venire e venire nella tua azienda.

Per coloro che invece nel tempo ti conosceranno e ti apprezzeranno, devi fare un marketing specifico nei loro confronti affinché tornino più volte di quelle che avrebbero programmato da soli se tu non avessi fatto niente.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

Se anche tu vuoi evitare di fare la fine di tanti commercianti che offrono più o meno gli stessi prodotti e servizi e hai deciso di mettere in atto i progetti di una vita senza correre il rischio di affidare le tue idee al vento, allora clicca sul seguente link e scopri come puoi finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DEL RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

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Come diventare imprenditori di successo anche se vivi in una città del Sud

Come primeggiare nel mercato, battere i concorrenti, trovare nuovi clienti anche se la tua azienda si trova in una minuscola città o paese del Sud Italia dove sembra che la crisi si faccia sentire di più? Come diventare imprenditori di successo senza trasferirsi in quel che si crede sia un paradiso del commercio?

Come diventare imprenditori di successo senza trasferirsi lì dove sembra che il denaro circoli in quantità industriali? Davvero il destino della nostra azienda dipende dal posto in cui si vive? In particolare, si può fare business al Sud Italia, qui dove tutto sembra difficile e faticoso, a meno di avere i famosi santi in paradiso?

Cominciamo con il dire che molte persone rimangono letteralmente incastrate all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“Il mio settore è differente. In Italia fare impresa è differente. La mia città è differente ”.

In pratica, sottoposti a un metodo, una strategia, una tecnica per trovare nuovi clienti, laddove l’esempio non sia fatto esattamente sul loro settore o sulla loro città, il loro cervello si chiude a riccio e li porta a rigettare il contenuto proposto portandoli a urlare con ritmica cadenza tipica di un orologio a cucù:

“il mio settore è differente! la mia azienda è differentee! la mia città è differenteeee!!!”

Ma è realmente così?
Esistono davvero “settori, aziende e città differenti”?

La risposta è contemporaneamente “Sì e No” a seconda del punto di osservazione e dei risultati che si vogliono ottenere.

Scopriamo insieme la soluzione a questo enigma una volta per tutte.

Nel corso degli anni, un numero infinito di persone ha ripetuto come una campana rotta a me e a tanti altri poveri malcapitati:

“Sì capisco che questa cosa funzioni a Milano o a Torino, ma a Taranto è tutto diverso!”

“Sì capisco che questa cosa funzioni nel tuo settore, ma da me è tutto diverso!”

A inizio carriera ero molto più giovane, sciocco, sognatore e ingenuo e pensavo addirittura che alle persone si potesse far cambiare idea.

Ora che ho scoperto che le persone non cambiano idea, perciò mi rivolgo a coloro che sono così aperti di mente e sufficientemente intelligenti da superare certi blocchi mentali che sono spesso fonte di paura, arroganza, stupidità, ottusità, ecc…

Ti racconto questa: un giorno sono andato a trovare un imprenditore che vende cucine componibili. Gli ho parlato di un suo collega, Matteo Rivolta (cucine Ri.Fra.), uno dei più importanti uomini di successo nel campo delle cucine. Un businessman a svariati zeri, per intenderci. Al termine della chiacchierata, mi fa:

“Ma che ne sa questo Matteo Rivolta della nostra città?”

“E poi, detto tra noi, quelli stanno al nord. Da noi è differente!”

(e capirai…)

Capisci bene che quando non si vuole ascoltare, questa scusa del “settore differente”, poi finisce per declinarsi in mille modi,

  • con la zona differente,
  • il pubblico differente,
  • il prodotto differente,
  • i clienti differenti

e si ramifica in ogni cosa come le metastasi un tumore maligno.

La madre di tutte le scuse.

Non so come spiegarlo in maniera più semplice di come sto per fare e penso di aver detto le stesse cose in forma simile più o meno cento milioni di volte ma:

  1. Tutte le città hanno condividono un mercato fatto di cittadini con diverse estrazioni sociali, culturali ed economiche.
  2. In ogni città ci sono i poveri, i meno poveri, persone più o meno abbienti e i ricconi.
  3. In ogni città ci sono persone che hanno un certo tipo di bisogni, di paure, di desideri
  4. In ogni città esistono problemi, minacce da affrontare e opportunità da cogliere
  5. Ogni problema rappresenta un’opportunità e viceversa

Quel che fa la differenza sono le nostre capacità creative di uscire da un problema. Non le città, le aziende o i settori.

Tutte le aziende di tutte le città e di tutti i settori infatti devono:

  1. avere un metodo per attrarre nuovi clienti potenziali.
  2. Devono avere un metodo per vendere a questi potenziali trasformandoli in clienti paganti.
  3. Devono avere un metodo per continuare a vendere ai clienti paganti ed evitare di perderli.

Fine.

E, la differenza tra

  • un parrucchiere,
  • un ristoratore,
  • un centro estetico,
  • una ferramenta,
  • un’azienda che vende campane per chiese,
  • un’azienda che vende montoni da donna,
  • un’azienda che vende abiti talari di lusso e argenti per sacerdoti,
  • una web agency,
  • un hotel,
  • un’azienda che fa consulenza e formazione,
  • uno studio di architetti
  • uno studio dentistico
  • uno studio di commercialisti
  • uno studio di avvocati
  • una software house che vende servizi per la pubblica amministrazione!
  • un idraulico
  • un muratore
  • un’impresa edile
  • un’azienda che faccia “qualunque cosa tu faccia”,

di una città o dell’altra sono minime, mentre le cose in comune sono la maggior parte.

L’approccio del vero imprenditore ha maggiormente a che fare con le modalità con le quali le persone prendono decisioni e scelgono i fornitori.

Come dicevo prima, questo virus de “la mia azienda/settore/città è differente” è così radicato nella mentalità di molti che, pure se cerchi di debellarlo con dati alla mano, alcuni sarebbero in grado di trovare almeno cento scuse alla volta per giustificare il fatto di credere di aver ragione e ché ciò che stai dicendo loro non funzionerà nel loro caso.

La frase “Ma il mio settore/azienda/città è differente!” è sinonimo di stupidità, laddove per stupidità si intenda:

“Lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, è incapace di correggerli, regolamentarsi.

In questo senso è giusto riferirsi a concetti come l’ignoranza, presunta “sorella” della stupidità.

Tutti noi pur essendo persone magari di valore in ambiti diversi siamo sovente protagonisti di decisioni stupide o di affermazioni stupide quanto: “Ma la mia città è differente!”

Se sei disposto a rimetterti in discussione, possiamo procedere e passare finalmente al nocciolo della questione.

COME DIVENTARE IMPRENDITORI DI SUCCESSO, PRIMEGGIARE NEL MERCATO, BATTERE I CONCORRENTI, TROVARE NUOVI CLIENTI ANCHE SE LA TUA AZIENDA SI TROVA IN ITALIA ED E’ SCHIAVA DI UNO STATO CHE CI RIEMPIE DI TASSE E BUROCRAZIA: PUO’ DIVENTARE IMPOSSIBILE SE NON CAMBI APPROCCIO!

Il vero ostacolo al cambiamento è rappresentato proprio da una certa ostinazione nel voler fare le stesse cose che si sono sempre fatte.

E’ il caso di un macellaio ad esempio che si ostina a proporre il proprio prodotto nella stessa maniera con cui lo fanno mille altri suoi colleghi. Ed è anche il caso di una pizzeria che propone nel suo menu 640 tipi di pizze e quelle che vende sono sempre margherita, bufala, 4 stagioni e caprese.

Oppure ancora è il caso di un negozio di una parafarmacia che vende i propri prodotti esattamente come fanno altre 400 negozi del proprio settore.

Il risultato di questa follia è la nascita come funghi di tante pizzerie, macellerie, parafarmacie, bar, negozi di abbigliamento, calzature, accessori ecc senza soluzione di continuità.
Tutti vendono più o meno gli stessi prodotti, senza mai una proposta differenziante in grado di distinguerli in mezzo a tanta concorrenza.

Questi stessi imprenditori sono poi quelli che si lamentano perché l’unico modo di vendere è quello di fare prezzi al ribasso, continue corse alle offerte e ai saldi, sconti, promozioni e cose di questo genere.

Dov’è la ricchezza?
Dov’è il guadagno se mi devo spaccare la schiena per vendere prodotti con un margine si e no del 10% e devo pure pagare affitti, personale, tasse e tanto altro?

Il primo vero passo da fare verso il cambiamento è quello di cambiare approccio.

E’ il momento di smettere di chiedere come fare business in una città come Taranto se prima non si affronta un’altra questione: in cosa sei diverso dai tuoi concorrenti? In cosa sei capace veramente di distinguerti?

Se la risposta è qualità, professionalità, sei lontano dalla soluzione come Urano rispetto al pianeta Terra.

E quindi come diventare imprenditori di successo, primeggiare nel mercato, battere i concorrenti, trovare nuovi clienti anche se la tua azienda si trova in Italia ed è schiava di uno Stato che ti riempie di tasse e burocrazia?

Le risposte sono quattro.
Ognuna di esse è strettamente concatenata alle altre.
Nessuna prescinde dalle altre. E soprattutto, non puoi passare al punto successivo senza prima aver completato il passaggio precedente.
Analizziamole:

  1. Dar vita ad una mappa dei bisogni, dei desideri, delle paure e delle difficoltà
  2. Creare una proposta unica differenziante e successiva focalizzazione
  3. Applicare un marketing capace di intercettare clienti 
  4. Automatizzare le vendite e moltiplicare i clienti con l’effetto domino

Non esiste una sola azienda che sia diventata di successo prescindendo da questi quattro passaggi.
Ed è chiaro che le eccezioni esistono.
A volte si è trattato di colpi di fortuna, fuochi di paglia o delle solite raccomandazioni.
Ma basare la propria missione imprenditoriale sulla fortuna o sulle tangenti è come costruire una barca di carta per navigare. Prima o poi crepi.

L’azienda Windor è uno dei tanti modelli vincenti di business basata proprio su questi fattori.

Ti racconto brevemente la storia dell’azienda Windor Infissi, una delle realtà imprenditoriali che si sono avvalse del sistema IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI CON GARANZIA DI RISULTATO.

Windor è riuscita così a prosperare in un mercato difficile e altamente competitivo.

Tanti anni fa, Windor era una delle tante aziende di Taranto (precisamente, di Crispiano) che operavano nel settore degli infissi (finestre, porte, ecc). Man mano che il tempo passava, quest’azienda risentiva della concorrenza e del mercato sempre più esigente, dove quasi tutti i clienti erano in cerca del prezzo più basso.

Il risultato era un continuo fare sconti, offerte, promozioni. E condizioni di pagamento a babbo morto.

Da qui l’esigenza invece di emergere con forza in un panorama così convulso e zeppo di concorrenti con lo sconto facile e a tutti i costi.

E’ nata così l’idea di una proposta differenziante.
Si chiama Finestre Senza Pensieri, lo strumento con cui Windor è riuscita a scalare la concorrenza puntando a rispondere ad un preciso bisogno del mercato che fino ad allora nessuno riusciva a soddisfare efficacemente.

La successiva ottima risposta del mercato ha determinato un elevato livello di passaparola, tanto da decretarne il definitivo successo che oggi garantisce all’azienda il giusto cash flow per essere sempre sulla cresta dell’onda.

Come essere tra le aziende che hanno battuto la crisi?  quali sono i fattori per trovare nuovi clienti e costruire un’azienda di successo?
Come fare business anche se vivi al Sud o in una città difficile come Taranto?

Per prima cosa devi operare su una nicchia che risponda ad un preciso target che ha precisi bisogni, desideri, paure, ecc.

Poi focalizzare, evitando dispersioni in inutili fronzoli e mantenendo alto il livello di specializzazione e concentrazione sul business.

Dopodiché, intercettare nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing a risposta diretta.

Infine, puntare sull’automatizzazione delle vendita, l’unico strumento chiave per operare con margini di continuità di profitto, soddisfazione del cliente e ri-educazione del mercato.

Mi rendo che è più facile a dirsi che a farsi.
Le ricette facili e veloci in realtà non esistono.
Occorre duro lavoro, impegno e concentrazione.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo come lui, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

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Così queste aziende hanno battuto la crisi nonostante tasse, burocrazia e assenza dello Stato

Sei un imprenditore che sente di averle provate tutte per sconfiggere 10 anni di crisi e che non intravede nulla di positivo per il futuro? Ecco alcuni dei segreti delle aziende che hanno battuto la crisi, primeggiando sui mercati, bruciando la concorrenza e aumentando i ricavi nonostante sembrasse tutto impossibile

Essere tra le aziende che hanno battuto la crisi è il sogno di tutti gli imprenditori che da anni combattono uno dei periodi più devastanti di tutta l’economia mondiale.

L’argomento appare molto vasto e le risposte possono essere numerose, c’è da dire che molte persone rimangono letteralmente incastrate all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“se mi trovassi in un posto del mondo dove i dipendenti costano quattro soldi e dove lo Stato non si prende il 50% del mio fatturato, sarei certamente tra quelle aziende che hanno battuto la crisi”.

In pratica, sottoposti a un metodo, una strategia, una tecnica per trovare nuovi clienti, il loro cervello si chiude a riccio e li porta a rigettare il contenuto proposto portandoli a urlare con ritmica cadenza tipica di un orologio a cucù:

“quest’Italia è un Paese fallito dove paghiamo un sacco di tasse e lo Stato ci ha abbandonati. L’unica soluzione è trasferirsi all’estero dove gli impiegati e gli operai li pago 400 euro al mese e dove lo Stato non si prende metà del mio fatturato”

Ma è realmente così?
Esistono davvero “posti del mondo in cui la nostra azienda avrebbe successo mentre qui in Italia molti imprenditori fanno quasi la fame”?

La risposta è contemporaneamente “Sì e No” a seconda del punto di osservazione e dei risultati che si vogliono ottenere.

Scopriamo insieme la soluzione a questo enigma una volta per tutte.

Nel corso degli anni, un numero infinito di persone ha ripetuto come una campana rotta a me e a tanti altri poveri malcapitati:

“Sì capisco che questa cosa funzioni a Tokio, ma in Italia è tutto diverso! Qui lo Stato ci ammazza di tasse e la gente vuole solo il prezzo”

A inizio carriera ero molto più giovane, sciocco, sognatore e ingenuo e pensavo addirittura che alle persone si potesse far cambiare idea.

Ora che ho scoperto che le persone non cambiano idea, perciò mi rivolgo a coloro che sono così aperti di mente e sufficientemente intelligenti da superare certi blocchi mentali che sono spesso fonte di paura, arroganza, stupidità, ottusità, ecc…

Ti racconto questa: un giorno sono andato a trovare un imprenditore che vende materassi e gli ho raccontato di un’azienda artigianale che vende il suo stesso articolo in tutto il mondo e che, a differenza di lui (che è costretto a fare sconti del 70% per vendere), si propone sul mercato con un prezzo sbalorditivo: circa 60 mila euro. Al termine della chiacchierata, mi fa:

“Si ma queste aziende non si trovano in Italia. Da noi è differente!”

(e capirai…)

Capisci bene che quando non si vuole ascoltare, si accampano le migliori scuse pur di pensare di avere ragione e si smette di guardare ai fatti.

Dunque, mi sono armato di tanta pazienza e ho provato a spiegare che:

  1. Tutti i Paesi del mondo si trovano all’interno di un mercato fatto di persone con diverse estrazioni sociali, culturali ed economiche.
  2. In ogni città del mondo ci sono i poveri, i meno poveri, persone più o meno abbienti e i ricconi.
  3. In ogni città del mondo ci sono persone che hanno un certo tipo di bisogni, di paure, di desideri
  4. In ogni città esistono problemi, minacce da affrontare e opportunità da cogliere
  5. Ogni problema rappresenta un’opportunità e viceversa

Quel che fa la differenza non è il fatto di vivere a Montecarlo o a Canicattì ma la nostra capacità di risolvere problemi e di rispondere ai bisogni del mercato in cui ci troviamo.

Certamente capisco anch’io che può essere più difficile fare impresa in un posto in cui lo Stato non ti assiste per niente o le tasse sono al massimo storico, ma qualunque azienda fa profitti solo se alla sua base c’è un’idea differenziante in grado di rispondere ai bisogni del mercato.

 

Se sei disposto a rimetterti in discussione, possiamo procedere e passare finalmente al nocciolo della questione.

COME PRIMEGGIARE NEL MERCATO, BATTERE I CONCORRENTI, TROVARE NUOVI CLIENTI ANCHE SE LA TUA AZIENDA SI TROVA IN ITALIA ED E’ SCHIAVA DI UNO STATO CHE CI RIEMPIE DI TASSE E BUROCRAZIA: PUO’ DIVENTARE IMPOSSIBILE SE NON CAMBI APPROCCIO!

Il vero ostacolo al cambiamento è rappresentato proprio da una certa ostinazione nel voler fare le stesse cose che si sono sempre fatte.

 

Il primo vero passo da fare verso il cambiamento è quello di cambiare approccio.

E’ il momento di chiedersi in cosa sei diverso dai tuoi concorrenti? In cosa sei capace veramente di distinguerti?

Se la risposta è qualità, professionalità, allora devi cominciare tutto daccapo.

La risposta corretta è ricominciare da se stessi, dal proporsi sul mercato con un’offerta in linea con la mappa dei bisogni e dei desideri.

Dunque, ogni imprenditore ha l’obbligo di:

  1. Dar vita ad una mappa dei bisogni, dei desideri, delle paure e delle difficoltà
  2. Creare una proposta unica differenziante e successiva focalizzazione
  3. Applicare un marketing capace di intercettare clienti 
  4. Automatizzare le vendite e moltiplicare i clienti con l’effetto domino

Non esiste una sola azienda che sia diventata di successo prescindendo da questi quattro passaggi.

L’azienda Windor è uno dei tanti modelli vincenti di business basata proprio su questi fattori.

Ti racconto brevemente la storia dell’azienda Windor Infissi, una delle realtà imprenditoriali che si sono avvalse del sistema IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI CON GARANZIA DI RISULTATO.

Windor è riuscita così a prosperare in un mercato difficile e altamente competitivo.

Tanti anni fa, Windor era una delle tante aziende di Taranto (precisamente, di Crispiano) che operavano nel settore degli infissi (finestre, porte, ecc). Man mano che il tempo passava, quest’azienda risentiva della concorrenza e del mercato sempre più esigente, dove quasi tutti i clienti erano in cerca del prezzo più basso.

Il risultato era un continuo fare sconti, offerte, promozioni. E condizioni di pagamento a babbo morto.

Da qui l’esigenza invece di emergere con forza in un panorama così convulso e zeppo di concorrenti con lo sconto facile e a tutti i costi.

E’ nata così l’idea di una proposta differenziante.
Si chiama Finestre Senza Pensieri, lo strumento con cui Windor è riuscita a scalare la concorrenza puntando a rispondere ad un preciso bisogno del mercato che fino ad allora nessuno riusciva a soddisfare efficacemente.

La successiva ottima risposta del mercato ha determinato un elevato livello di passaparola, tanto da decretarne il definitivo successo che oggi garantisce all’azienda il giusto cash flow per essere sempre sulla cresta dell’onda.

Come essere tra le aziende che hanno battuto la crisi?  quali sono i fattori per trovare nuovi clienti e costruire un’azienda di successo?
Come fare business anche se vivi al Sud o in una città difficile come Taranto?

Per prima cosa devi operare su una nicchia che risponda ad un preciso target che ha precisi bisogni, desideri, paure, ecc.

Poi focalizzare, evitando dispersioni in inutili fronzoli e mantenendo alto il livello di specializzazione e concentrazione sul business.

Dopodiché, intercettare nuovi livelli di domanda e di clienti con un marketing a risposta diretta.

Infine, puntare sull’automatizzazione delle vendita, l’unico strumento chiave per operare con margini di continuità di profitto, soddisfazione del cliente e ri-educazione del mercato.

Mi rendo che è più facile a dirsi che a farsi.
Le ricette facili e veloci in realtà non esistono.
Occorre duro lavoro, impegno e concentrazione.

Se vuoi diventare anche tu imprenditore di successo come lui, affidati all’esclusiva formula vincente Marketing con Garanzia di Risultato che ti permette di bruciare i tuoi concorrenti e diventare leader nel tuo settore!  

Se anche tu vuoi evitare di fare la fine di tanti commercianti che offrono più o meno gli stessi prodotti e servizi e hai deciso di mettere in atto i progetti di una vita senza correre il rischio di affidare le tue idee al vento, allora clicca sul seguente link e scopri come puoi finalmente coronare i tuoi sogni in 12 mesi CON LA GARANZIA DEL RISULTATO ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/

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Il cliente pensa solo al prezzo e l’e-commerce farà sparire i negozi?

Ecco la dura verità senza mezzi termini: il cliente pensa solo al prezzo perché, in moltissimi casi, non si ha altro da offrirgli. Dunque, ecco pronta una guida ragionata per uscire da una crisi che, spesso e volentieri, è solo nella testa di chi non vuol cambiare

Sei stanco di sentirti dire dai tuoi clienti che sei bravo, ma che i tuoi prezzi sono troppo alti?
Non sopporti più l’idea che i tuoi clienti spendano i loro soldi su Amazon anziché nella tua azienda?

Ecco allora una breve guida che ti spiega dove sta l’errore fondamentale che porta i tuoi clienti a non comperare da te pur riconoscendo la qualità dei tuoi servizi e prodotti.

Se metti in pratica tutto quello che leggerai qui, potrai correggere questo errore fondamentale e manterrai i tuoi preziosi clienti senza dover combattere sempre la snervante guerra dei prezzi.

La maggioranza degli imprenditori italiani brancolano nel buio a proposito di quest’argomento. E, anzi, sono spesso convinti che è colpa di Amazon o dell’E-Commerce in generale se il cliente pensa solo al prezzo..

Perciò, quando devono prezzare i propri prodotti, si limitano a fare un prezzo leggermente più basso rispetto ai propri concorrenti, sperando di togliere loro qualche cliente in più almeno per qualche giorno.. “poi si pensa”, dicono.

Il problema è che, a furia di abbassare i prezzi, prima saranno costretti a cambiare fornitori nella speranza di trovare prodotti e materie prime di qualità più bassa a un costo minore. E poi si ritroveranno a non riuscire a far quadrare più i conti, fino ad entrare nella classica spirale che conduce alla totale insoddisfazione di quei pochi clienti rimasti e a difficoltà di fare nuovi clienti, finché inevitabilmente l’azienda si ritrova a chiudere.

Oltre a tutto questo, di questi tempi, tra negozi e aziende si aggirano i cosiddetti avvoltoi (detti anche pubblicitari) che, pur di mettersi qualcosa in tasca, convincono gli sfortunati imprenditori ad investire gli ultimi soldi rimasti in operazioni pubblicitarie di vario tipo: dal sito internet alla pubblicità in TV, dall’E-Commerce ai manifesti 6×3, dalle sponsorizzate alla pubblicità su Google.

Come se non bastasse, questi stessi avvoltoi (detti anche pubblicitari) riescono a raggirare i malcapitati spiegando loro che, oltre a fare pubblicità, devono pure fare delle offerte con dei prezzi allucinanti.

Quindi cosa succede a questo punto?
Che, fatta la pubblicità, i clienti mercenari attratti solo dal prezzo acquisteranno tutto quello che sarà possibile comperare al prezzo più basso possibile. Al contrario, le aziende avranno fatto fuori un sacco di merce ma a prezzi tali da essere riusciti appena a ripagare il costo sostenuto, impoverendo ancor di più l’imprenditore e privandolo di quella linfa vitale necessaria per continuare ad investire.

Risultato?
Il pubblicitario si sfrega le mani avendo guadagnato i suoi bei soldini.
E l’imprenditore si ritrova più povero di prima.

ABBASSARE IL PREZZO È UNA STRATEGIA SUICIDA PER LA TUA AZIENDA

Se sei una piccola azienda e non hai le risorse economiche per essere sempre e comunque quello che costa meno (strategia seguita dai GRANDI DISCOUNT), allora è piuttosto sciocco cercare di essere tra i meno cari.

Ogni volta che abbasserai i prezzi, guadagnerai sempre meno. Inoltre i tuoi concorrenti faranno altrettanto, fino al punto in cui verranno da te solo fino a quando avrai il prezzo più basso. Allora si che il cliente pensa solo al prezzo! E’ logico che lo faccia! Ti stai infilando da solo in un vicolo cieco. Una situazione senza uscita.

ALLORA E’ VERO L’E-COMMERCE FARA’ SPARIRE I NEGOZI?
Assolutamente no e ti spiego perché.

I dati dimostrano che il commercio è in piena ascesa: l’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano ha diffuso i dati sul commercio in Italia: nel 2017, 22 milioni di italiani, di cui 16,2 sono utenti abituali, hanno fatto almeno un acquisto e lo hanno fatto on line.

Il valore medio dell’acquisto di prodotti come libri, informatica, cibo, cosmetici e abbigliamento è cresciuto del 28% rispetto all’anno precedente.

Il giro d’affari ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, segnando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Poste Italiane ha inoltre rilevato infatti che, nei primi sei mesi del 2017, sono stati consegnati 25 milioni di pacchi; e ha previsto di superare quota 50 milioni entro gennaio 2018.

Vediamo la situazione al Sud: Unioncamere ha elaborato una stima delle imprese operanti nella vendita sul web che, a fine 2015, risultano iscritte al Registro delle imprese delle Camere di Commercio. I dati parlano di 15.000 realtà in tutta la penisola, con un incremento in sei anni pari al 151,6% (in media il 25,3% all’anno).

È il centro-sud a farla da padrona, con i più alti tassi di crescita registrati in Abruzzo (258,9%), Puglia (218,5%) e Campania (202,1%), senza dimenticare Calabria e Basilicata, che hanno entrambe sfiorato il + 200%, conteggiando sempre tra il 2009 e il 2015.

Nella graduatoria delle province che ospitano più attività operanti sul web, guidata da Roma e Milano, si classificano al sesto posto Bari e al quindicesimo Lecce. Ma è l’intera Puglia a confermarsi fucina di idee e spunti interessanti in realtà attive e competitive. A Taranto: 400.000 pacchi consegnati.

Le principali categorie concernono in primis abbigliamento (52%), a seguire libri/riviste, cellulari/smartphone/tablet, piccoli elettrodomestici.

Taranto è tra le province che più fatto ricorso all’E-Commerce per acquistare i propri oggetti dei desideri.

Insomma, un autentico trionfo per le vendite on line.

Al contrario delle vendite on line, moltissimi negozi stanno chiudendo.
Infatti, l’incremento fatto registrare dalla vendita al dettaglio è stato solo dello 0,83%.

A Lecce chiudono Mondadori e La Cicogna (fiore all’occhiello della città in materia di abbigliamento per bambini), mentre aprono ristoranti e insalaterie.

Secondo una stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali e di un più 11 per le bancarelle, per cui chiudono i negozi nei centri storici delle città italiane, mentre aumentano, in particolare al Sud, gli ambulanti nella categoria della ristorazione, ovvero alberghi, bar e ristoranti.

In Italia, la situazione è questa secondo Confesercenti:  boutique di abbigliamento -20%, ferramenta e costruzioni -19,9%, macellerie -17%, oreficerie, profumerie -17,5% e librerie -17%.

E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Ma la vera salvezza non è l’E-Commerce ma il fatto di ragionare strategicamente da VERI IMPRENDITORI, ritagliandosi una nicchia in cui innovare con soluzioni e prodotti originali e indisponibili fino a quel momento.

Prendiamo proprio il caso di Amazon: sta entrando sempre più anche nel mondo fisico, aprendo spazi in supermercati, centri commerciali e aree di vendita locali.

Per 13,7 miliardi di dollari, Amazon ha comprato Whole Foods, catena di prodotti di origine controllata e naturale. Inoltre ha stretto una collaborazione con Kohl’s, dove venderà dispositivi Amazon e accetterà i resi di Amazon in 82 negozi di Chicago e di Los Angeles. Si potrà rendere la merce gratuitamente, senza bisogno di impacchettarla prima di renderla.

Dieci negozi avranno anche una “Amazon smart home experience”, con una sezione separata per la vendita di dispositivi come Echo.

Amazon ha aperto librerie fisiche nelle principali città americane come Seattle, Chicago e New York.
I negozi operano esattamente come la libreria online di Amazon e permettono ai clienti di scorrere una selezione di libri ‘curata’ in modo simile a quelle del sito.

AmazonGo è il negozio al dettaglio del futuro: senza code o casse, il negozio registra quello che entra nel carrello e quando si esce addebita il costo sulla carta di credito registrata.

Amazon ha aperto negozi Pop-Up nei centri commerciali in tutto il Paese per permettere ai clienti di provare direttamente i dispositivi Amazon prima di comprarli: dai gadget dotati dell’assistente vocale Alexia come Echo, Look e Show, agli e-reader come i tablet Kindle e Fire.

Come puoi vedere, proprio Amazon, il colosso delle vendite on line, non rinuncia alla fisicità dei punti materiali di aggregazione e di incontro con i clienti e potenziali tali.

L’E-Commerce non è la panacea contro tutti i mali.
E’ un semplice strumento come tanti altri.

Il cliente pensa solo al prezzo perché in numerosi casi tu non hai altro da offrirgli!

Inutile girarci intorno e prova a metterti nei panni dei tuoi clienti che devono acquistare una felpa, tanto per fare un esempio..

Se non conoscono il territorio in cui muoversi, la prima cosa che faranno è avviare una veloce ricerca dei negozi di abbigliamento su Google per capire dove si trovano quelli che possono costituire una seria risposta al proprio bisogno-desiderio-paura.

Poi, inquadratene almeno 3 o 5, i clienti si mettono in auto e si girano quei negozi.

Se in quei negozi, le soluzioni proposte saranno le stesse, l’unica cosa che quei clienti prenderanno in considerazione sarà il prezzo. Cioè acquisteranno la felpa meno cara.

Vogliamo parlare di qualità?
Ecco questo processo accade anche quando si è alla ricerca di abbigliamento di qualità.

La differenza la fa il brand o il prezzo.

Con il risultato che, se quella felpa è disponibile in vendita on line, prima andrò a provarla nel negozio fisico e, poi, molto probabilmente la acquisterò on line al prezzo più basso possibile.

A nulla serve parlare di servizio, qualità, competenza, professionalità.
Questi sono ragionamenti anni 80 che non fanno più presa!

Stesso ragionamento si può applicare a qualsiasi altro settore merceologico: dalle calzature ai computer, dai mobili per la casa agli accessori per il bagno, dall’elettronica al make up, dalle farmacie alle parafarmacie.

Le aziende non saranno salvate dagli strumenti ma da una sana strategia che li condurrà a rispondere efficacemente ai bisogni-desideri-paure di mercato.

Occorre mettere in atto processi in linea con le esigenze del mercato e con i fenomeni economici che stanno alla base delle dinamiche commerciali.

Allora, quali sono i passi da mettere in atto per evitare di fare la fine di tante aziende nazionali ed estere che hanno chiuso i battenti?

Punto primo: STUDIA BISOGNI DESIDERI E PAURE DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Prima di aprire un negozio o un’azienda, chiediti di cosa ha bisogno la gente. E per ognuna di quelle persone, chiediti che età abbiano in media, quali caratteristiche abbiano i loro comportamenti d’acquisto e cosa non riescono a trovare che il mercato già non offra

Punto secondo: FAI QUALCOSA CHE NON C’E’ GIA’ E CHE RISPONDE ALLO STUDIO CHE HAI FATTO NELL’AMBITO DEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Distinguiti per non estinguerti. Evita di fare qualsiasi cosa già esista. Evita di proporre prodotti e servizi che non siano già proposti da qualcun’altro. Commettere l’errore di pensare che tu proporrai un prodotto o un servizio migliore ma ad un prezzo più basso è lo stesso processo mentale che porta un uomo a suicidarsi.

Punto terzo: SMETTILA DI VENDERE ESCLUSIVAMENTE LA MERCE PRODOTTA DA ALTRI E INVENTA QUALCOSA CHE SIA SOLO E SOLTANTO TUO ANCHE SE NON SEI UN PRODUTTORE
Anche se vendi merce che non produci materialmente tu, trova il modo di personalizzare l’offerta con un marchio di tua esclusiva proprietà che ne contraddistingua il metodo, la stessa proposta e i vantaggi che ne derivano

Punto quarto: SPECIALIZZATI IN UNA SPECIFICA NICCHIA PRIMA CHE LO FACCIANO I TUOI CONCORRENTI
Non cercare di fare tutto, ma preoccupati di fare benissimo una singola cosa. In questo modo comunicherai la certezza di essere l’unico capace di risolvere specifici problemi. I tuttologi non ha mai avuto successo.

Punto quinto: ELABORA UNA STRATEGIA PER DIVENTARE LEADER ASSOLUTO NEL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO
Non devi mai limitarti ad essere un’alternativa. Devi essere l’alternativa indiscussa e assoluta nel tuo mercato. Devi essere il leader. Capirai di esserlo diventato quando tutti cercheranno di imitarti.

Punto sesto: ANTICIPA I CAMBIAMENTI
Studiando il mercato, sarai in grado di capire cosa manca per soddisfare specifici bisogni, desideri e paure. Quando Ford introdusse la prima auto, la gente usava ancora i cavalli ma era sentita l’esigenza di viaggiare in maniera più confortevole e veloce.

Punto settimo: COLTIVA I CLIENTI COME SE FOSSERO FIORI
Ogni volta che trascuri i tuoi clienti è come se non annaffiassi le tue piante. Il risultato è che appassiscono.

INFINE:

Punta a generare un tuo brand.

Comunica il tuo valore attraverso un marchio differenziante.

Fissa precisi obiettivi sia nel breve che nel lungo termine

Lavora per ottenere risultati già dal primo mese di attività.. quando un business funziona, i risultati si ottengono subito.

Procurati sufficiente budget per comunicare con il tuo mercato di riferimento

Se non hai sufficiente budget da investire in marketing, puoi inventare tutto quello che vuoi, ma ci sarà un altro con più soldi di te che si prenderà tutto il tuo mercato.

Ecco il caso di Climatec, l’azienda di successo che è passata dal vendere caldaie e climatizzatori al soddisfare un preciso bisogno di mercato che nessuno aveva mai soddisfatto prima ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/imprenditore-di-successo-svelata-la-formula/

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Boom del Commercio in tutta Italia nel 2017: la crisi è nella testa di chi non vuol cambiare

I dati dimostrano che il commercio è in piena ascesa: ciò spinge tutti i commercianti e gli imprenditori ad una seria riflessione sul proprio modus operandi

Ll’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano ha diffuso i dati sul commercio in Italia: nel 2017, 22 milioni di italiani, di cui 16,2 sono utenti abituali, hanno fatto almeno un acquisto e lo hanno fatto on line.

Il valore medio dell’acquisto di prodotti come libri, informatica, cibo, cosmetici e abbigliamento è cresciuto del 28% rispetto all’anno precedente.

Il giro d’affari ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, segnando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Poste Italiane ha inoltre rilevato infatti che, nei primi sei mesi del 2017, sono stati consegnati 25 milioni di pacchi; e ha previsto di superare quota 50 milioni entro gennaio 2018.

Vediamo la situazione al Sud: Unioncamere ha elaborato una stima delle imprese operanti nella vendita sul web che, a fine 2015, risultano iscritte al Registro delle imprese delle Camere di Commercio. I dati parlano di 15.000 realtà in tutta la penisola, con un incremento in sei anni pari al 151,6% (in media il 25,3% all’anno).

È il centro-sud a farla da padrona, con i più alti tassi di crescita registrati in Abruzzo (258,9%), Puglia (218,5%) e Campania (202,1%), senza dimenticare Calabria e Basilicata, che hanno entrambe sfiorato il + 200%, conteggiando sempre tra il 2009 e il 2015.

Nella graduatoria delle province che ospitano più attività operanti sul web, guidata da Roma e Milano, si classificano al sesto posto Bari e al quindicesimo Lecce. Ma è l’intera Puglia a confermarsi fucina di idee e spunti interessanti in realtà attive e competitive. A Taranto: 400.000 pacchi consegnati.

Le principali categorie concernono in primis abbigliamento (52%), a seguire libri/riviste, cellulari/smartphone/tablet, piccoli elettrodomestici.

Taranto è tra le province che più fatto ricorso all’E-Commerce per acquistare i propri oggetti dei desideri.

Insomma, un autentico trionfo per le vendite on line.

Ma ecco il rovescio della medaglia: in tutti i borghi e le città d’Italia, moltissimi negozi stanno chiudendo.
Infatti, l’incremento fatto registrare dalla vendita al dettaglio è stato solo dello 0,83%.

A Lecce chiudono Mondadori e La Cicogna (fiore all’occhiello della città in materia di abbigliamento per bambini), mentre aprono ristoranti e insalaterie.

Secondo una stima di Confcommercio, si parla di un meno 13 per cento per i negozi tradizionali e di un più 11 per le bancarelle, per cui chiudono i negozi nei centri storici delle città italiane, mentre aumentano, in particolare al Sud, gli ambulanti nella categoria della ristorazione, ovvero alberghi, bar e ristoranti.

In Italia, la situazione è questa secondo Confesercenti:  boutique di abbigliamento -20%, ferramenta e costruzioni -19,9%, macellerie -17%, oreficerie, profumerie -17,5% e librerie -17%.

L’e-commerce sembra a molti una vera e propria panacea contro tutti i mali perché è in crescita costante: dal 2012 è cresciuto di circa un punto percentuale all’anno, determinando la creazione di nuovi scenari economici che si pensa sconvolgeranno le nostre abitudini quotidiane.

Volendo tracciare un primo quadro provvisorio della situazione, potremmo sintetizzare che commercio ambulante e on line stanno prendendo il sopravvento sul commercio tradizionale.

E’ innegabile che i consumatori abbiano cambiato completamente il loro modo di fare acquisti: non è una questione di spendere meno, ma di spendere meglio, soprattutto alla luce di maggiori servizi, garanzie e prospettive.

Oggi i consumatori sono alla ricerca spasmodica di un brand che contraddistingua il proprio essere e, nel contempo, di un assortimento pressoché infinito, prezzi competitivi, negozi sempre aperti, consegne veloci, assistenza post vendita super efficiente.

Allora qual è la soluzione?

Tutti i negozi devono chiudere e trasformarsi in E-Commerce?

La risposta è NO!
L’E-Commerce non risolve i problemi, anzi li complica!

Sento commercianti e imprenditori che, dalla sera alla mattina, pensano di risolvere i propri problemi aprendosi al mercato on line.

La verità è anche l’E-Commerce è uno strumento come un altro che funziona solo se il tuo prodotto:

» piace,
» è proposto al più basso prezzo di tutti,
» è utile
» è sorretto da un brand riconosciuto.

Prima di aprire un sito di vendita on line, sono altre le considerazioni da fare.

Aprirsi al mercato on line vuol dire fare un salto nel buio se non prendi in considerazione almeno i seguenti aspetti:

Primo di tutto, devi tener conto che se vendi roba di altri, devi passare intere giornate ad adeguare tutti i prezzi del tuo catalogo in base alle oscillazioni di mercato.

Praticamente è come lavorare in borsa.

Per cui, se non disponi di tempo o di personale a sufficienza, non potrai monitorare costantemente il mercato e quindi correrai il rischio di non vendere.

L’E-Commerce è costoso se vendi prodotti di altri.
Non tanto per la realizzazione del sito web e per la sua indicizzazione sui motori di ricerca.
E’ costoso perché devi mettere in piedi una macchina in grado di:

» verificare quotidianamente il prezzo del prodotto in Italia e all’estero
» adeguare ogni giorno il proprio listino
» garantire consegne veloci ed efficienti, compresa la gestione del reso
» organizzare efficacemente il servizio di pre e post vendita
» rispondere entro poche ore (24/24H) a tutte le richieste
» fronteggiare gli attacchi della concorrenza
» essere disposto a dialogare con ciascun cliente acquisito anche dopo la conclusione della prima vendita
» garantire un incremento progressivo della redditività d’impresa anche in presenza di continue promozioni.

L’E-Commerce può rivelarsi un vero e proprio fallimento.

Si, hai letto bene: può rivelarsi un fallimento se nel mercato ci sono altre aziende come la tua che propongono gli stessi articoli.

La guerra del prezzo produce morti e feriti.
Prima o poi, dovrai smettere di fare sconti perché non starai guadagnando nemmeno un euro.

Questo è molto chiaro, concordi?

A differenza del mercato tradizionale, on line le cose vanno  molto diversamente perché gli utenti possono sapere in tempo reale e senza alzarsi dalla sedia qual è il prezzo più basso per ogni dato articolo.

Pertanto, la vera salvezza non è l’E-Commerce ma il fatto di ragionare strategicamente da VERI IMPRENDITORI, ritagliandosi una nicchia in cui innovare con soluzioni e prodotti originali e indisponibili fino a quel momento.

Quali sono i passi da fare per costruire un’offerta commerciale in grado di farti vendere e a guadagnare?

Punto primo: focalizzati su bisogno/desiderio/paura di mercato
Ovvero anziché essere uno dei tanti, copia delle copie di altri business, questi negozi e aziende hanno analizzato il mercato fino a comprendere a fondo quali fossero i loro bisogni, desideri e paure. Non c’è un modo differente di iniziare.

Punto secondo: distinguiti!
In una città dove ci sono decine di negozi copie falsate di altri dello stesso settore, la via d’uscita strategica è puntare sull’unicità, ovvero sul proporre qualcosa che non c’è nemmeno on line. O comunque, qualcosa che non può essere venduto da un altro a meno di 20 km e che non può essere proposto nei vari canali E-Commerce.

Punto terzo: crea un brand della tua offerta
Non si può pensare di aprire un’attività chiamandola “Ciccio Luci, calzolai dal 1802” o con i tristi acronimi tipo “C.R.P. srl”. Almeno non qui, non adesso. C’è bisogno di focalizzare sulla risposta ad un preciso bisogno. Per cui il brand deve contenere la sintesi di quel soddisfacimento. Il resto non vuol dire nulla. A meno che tu non sei Ferrari, Benetton et similia, aprire un’attività con 50.000€ in tasca e pensare di sfondare al pari di uno di quei nomi altisonanti è DA PAZZI AUTENTICI!
Se non hai soldi, se non hai budget, l’unica strada che puoi seguire è il soddisfacimento di un bisogno. Il resto è follia pura.

Punto quarto: specializzati!
Se hai un problema serio ad una parte del tuo corpo, a chi ti rivolgi? Al medico generico o allo specialista?
Se possiedi un’auto nuova di un certo valore, in caso di un problema al motore, a chi ti rivolgi? Al meccanico generico o all’officina specializzata per la auto?
Se il tuo bambino ha un problema di salute, a chi ti rivolgi? Ad un medico generico o al pediatra?
Come nella vita, così è nel mondo del Business.
Per risolvere i propri problemi o soddisfare i propri desideri, chi ha potere d’acquisto cerca lo specialista, non un commerciante generico.
Se vuoi fare il salto di qualità, fai in modo da essere o diventare presto uno specialista.

Punto quinto: costruisci una strategia 
Se credi che fare marketing significhi aprire una pagina Facebook, fare pubblicità in TV o sui giornali o, peggio, in qualche cosa tipo Groupon, allora sei fuori strada. Quelle cose là significano solo una cosa: che non hai capito niente e che devi ricominciare da capo.
Il Marketing è invece un sistema scientifico che ti porta a vendere abbastanza per coprire le spese, pagare i dipendenti, metterti qualcosa in tasca e creare un fondo per i futuri investimenti. Fare marketing significa analizzare il mercato e disegnare una strategia che poi metterai in atto con gli strumenti più adatti al tuo budget.

Punto sesto: non fare sconti a nessuno
Indipendentemente dal fatto sei hai aperto da poco un’attività o sei nel commercio da anni, gli sconti tolgono soldi dalla tua tasca. Si, ogni volta che fai anche un piccolo sconto, stai letteralmente togliendo dei soldi dal tuo conto corrente per regalarli a qualcuno. Perciò, se pensi di attirare nuovi clienti facendo sconti, stai praticamente svuotando il tuo conto corrente per regalare i tuoi soldi ad un po’ di gente in giro.
Gli sconti si fanno quando non hai più speranze, cioè ad un passo dalla chiusura.
Solitamente si fanno sconti e battaglie di prezzi quando non si ha più nulla da dire, cioè quando vendi la medesima roba che vendono gli altri e non c’è motivo per acquistare da te o altrove.
Non te ne uscire con le solite menate tipo professionalità, qualità, servizio perché con me non attacca. Queste sono cose che puoi dire a chi non conosce le regole del gioco.

Punto settimo: coltiva i clienti come se fossero fiori
Ogni volta che trascuri un cliente, qualcun altro sta lavorando per prenderselo.
Quindi ogni cliente trascurato è un cliente perso.
Per riprendertelo, dovrai spendere il doppio in termini di tempo, pubblicità e promozione per accaparrartelo nuovamente.
Perciò, ogni volta che conquisti un cliente nuovo, fai in modo da mantenere con lui un legame continuo. Non esistono solo le card, i punti premio, Facebook e What’s up. I clienti vanno curati con forme anche tradizionali che lo facciano sentire sempre un po’ speciale.

Il fenomeno dell’E-Commerce è un’opportunità per tutti, ma NON basta realizzare un bel sito web e riempirlo di prodotti.

Perciò, per prima cosa, devi rispettare tutti e sette punti che ho elencato sopra.
Se non rispetti anche solo uno di quei punti, la tua azienda non funziona o funziona male.

Secondo: pensa da produttore e non da commerciante.

Se possiedi un negozio che vende elettrodomestici, ogni volta che il tuo cliente compra da te qualcosa e lo porta a casa, non si affeziona a te ma alla marca di quel prodotto.

Faccio un esempio: se entro nel tuo negozio e compro un televisore Sony, in casa mia non ci sarà la tua marca o il tuo brand ma qualcosa che è di Sony.
Quindi, stai lavorando per Sony.
E se lavori per più marchi, le cose stanno ancora peggio.

Devi puntare a generare un tuo brand.

E tutto quello che vendi deve essere meno importante del tuo stesso brand.
Questo vuol dire che i clienti devono entrare nel tuo negozio non per il prodotto di altri ma per il fatto che tu sei differente. Differente non solo per qualità, ma per il fatto di riuscire a risolvere problemi o a soddisfare desideri meglio di tutti.

Terzo: senza budget, non si va da nessuna parte.

Se non hai denaro da investire in marketing, puoi inventare tutto quello che vuoi, ma ci sarà un altro con più soldi di te che si prenderà tutto il mercato.

Quindi, prima di aprire un’attività, procurati denaro a sufficienza per investire correttamente nel marketing.

Quarto: non affidare le attività di marketing a nessuno che non possa offrirti PRECISE GARANZIE DI RISULTATO.

Queste garanzie non vanno date a parole ma messe regolarmente per iscritto, esattamente come faccio io ==> https://www.imprenditoridisuccesso.it/garanzia-di-risultato-per-diventare-imprenditori-di-successo-in-12-mesi/

Se anche tu hai capito che è questo il futuro dell’economia e non vuoi assolutamente rimanerne fuori, inizia da qui https://www.imprenditoridisuccesso.it/ e diventa un IMPRENDITORE DI SUCCESSO IN 12 MESI!!

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